FIAT, firmato l’ accordo per Pomigliano. Ma la Fiom annuncia sciopero

di Joel Commenta

Foto:AP/LaPresse

Ugl, Film, Uilm, Fismic, l’ associazione dei quadri Fiat ed il Lingotto hanno firmato oggi il contratto per l’ assunzione dei 4600 dipendenti dello stabilimento di Pomigliano d’ Arco, che saranno assunti dalla Newco dal prossimo gennaio, sulla base dell’ accordo separato siglato lo scorso 15 giugno. Nello stabilimento di Pomigliano, dal dicembre 2011, verrà prodotta la nuova Panda.

Il contratto non è però stato sottoscritto dalla FIOM, che già non aveva condiviso l’ accordo di giugno, e quindi non ha partecipato al tavolo con l’ azienda. Il comitato centrale della FIOM ha anche annunciato 8 ore di sciopero per il 28 gennaio, ritenendo l’ intesa siglata oggi “un attacco contro la democrazia e i diritti senza precedenti“, ma anche “un pugno in faccia a Confindustria e Federmeccanica”. Nel contratto è previsto un aumento salariale medio di 30 euro lordi al mese, e un nuovo sistema di inquadramento professionale.

La firma del contratto ha praticamente spaccato in due, tra favorevoli e contrari, il mondo dei sindacati, ma anche il Partito Democratico.
Antonio D’ Anolfo, segretario generale dell’ UGL metalmeccanici, ha dichiarato: “Noi vogliamo salvare la filiera dell’ auto in Italia, da noi la Fiat produce solo il 30 % della produzione mondiale”. La Fiom, invece, con il presidente del Comitato Centrale, Giorgio Cremaschi, attacca duramente gli altri sindacati: “Angeletti e Bonanni sono la vergogna del sindacalismo italiano” afferma “Non è mai successo dal ’45 ad oggi che un sindacato italiano firmasse l’ esclusione di un altro sindacato. Cremaschi ha anche annunciato manifestazioni di protesta della Fiom che, dice, “scuoteranno il paese”.
Già da oggi, dovrebbero avere inizio diverse iniziative di mobilitazione dei lavoratori da parte della Fiom: oltre allo sciopero indetto per il 28 gennaio, ci saranno, come ha spiegato il segretario Landini, “presidi democratici e dibattiti pubblici in tutte le città”. La Fiom, ha spiegato, vorrebbe essere “ascoltata in tutte le assemblee elettive di ogni livello” ed “incontrare tutti i segretari delle forze politiche”.

Per quel che riguarda il referundum tra i lavoratori per l’ accordo di Mirafiori, la Fiom, pur consigliando ai metalmeccanici di andare al voto “per non essere esposti a pressioni, ritiene comunque il referendum illeggittimo perchè riguarda diritti irrinunciabili ed indisponsibili, e quindi “è un ricatto grave inaccettabile”.
Positivo
, invece, il giudizio sull’ accordo da parte del ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, per il quale “la firma del contratto consolida l’ investimento promesso, e già avviato, mentre migliora le condizioni  retributive e le potenzialità di progressione reddituale e professionale dei lavoratori”.
Il Partito Democratico, invece, che era stato criticato da Landini per non aver sostenuto la Fiom, è abbastanza diviso, al suo interno, tra chi è favorevole alla firma di questo contratto, e chi no. Fassino, Chiamparino ed altri accusano la Fiom di massimalismo ed ideologismo, ma la linea ufficiale in realtà è un altra, ed è una linea che cerca una difficile mediazione.

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