Vendola vs Ferrero dall’Annunziata

di Angela Gennaro Commenta

La sinistra “comunista” – o quel che ne rimane – si incontra oggi a In 1/2 h, il programma di Lucia Annunziata in onda su RaiTre. Nichi Vendola e Paolo Ferrero ospiti.

Accordo Chrysler-Fiat: l’accordo preoccupa Ferrero, ma non per l’azienda Fiat, quanto per gli operai della Fiat. Perché la produzione italiana dimuinirà, e potrebbe essere deleterio per gli operai italiani di Termini Imerese e delle altre fabbriche. Anche per Nichi Vendola potrebbe non essere solo rose. L’Happy End è ancora tutto da scoprire, e non bisogna fermarsi ai titoloni dei giornali che celebrano Marchionne.

Nichi Vendola parla dello sciopero. Il fondamento della crisi economica che viviamo è nell’idea che la ricchezza si possa produrre con la finanza e non con il lavoro, e questo è molto pericoloso. Deve ritornare l’attenzione sul lavoro reale. C’è un tallone d’Achille nell’accordo Chrysler-Fiat, chiede l’Annunziata? Bisognerebbe conoscere tutte le carte, risponde il Presidente della Regione Puglia. Carte che non si conoscono. E la crisi: è fatta di annunci di dramma e poi di ripresa.

Come viene vissuta a Torino la crisi e come viene giudicato l’accordo con gli americani? C’è speranza, risponde il torinese Ferrero. Il Governo italiano deve imporre alla Fiat di non chiudere nessuno stabilimento nè usare la cassa-integrazione come sta facendo ad oggi. Anche perché l’azienda ha beneficiato da sempre di aiuti di Stato. Lo Stato italiano deve riconvertire la produzione in termini ambientali.

Il sud esce due volte massacrato, ammonisce Vendola. Se chiudono stabilimenti della Fiat, chiudono nel meridione. E poi il sud si sta caricando l’onere della crisi, perché i soldi vengono oggi presi per gli ammortizzatori sociali dai Fas, i Fondi per le Aree Sottosviluppate. Rischiamo di avere a breve una buona notizia: i precari stanno per scomparire. Ma perché ingoiati dalla non occupazione.

I sindacati. Quale il giudizio sull’operato dei sindacati per arrivare all’accordo Chrysler-Fiat? Si sono svenati. E la Cgil cosa dovrebbe fare? Per Vendola ha il diritto dovere di chiedere un gioco a carte scoperte. E’ sopportabile la rinuncia al diritto di sciopero, ed è sopportabile che vengano chiusi degli stabilimenti? Per Vendola no. E neppure per Ferrero. Che pone l’accento sui tagli di stipendi e di pensioni, perché la gente non ha più i soldi per arrivare a fine mese, e la crisi si accentua.

E allora, la Cgil cosa deve fare? Insiste la giornalista. Non si risolve per Ferrero, facendo diventare i lavoratori azionisti delle aziende, perché questo peggiora la loro situazione e li rende ancora più esposti al rischio tagli. Ma Epifani che deve fare in concreto? Il blocco dei licenziamenti, per Vendola, che rappresenta il più efficace strumento anti-crisi. Vendola poi critica il Partito Democratico, che non ha occhi per il precariato.Per Ferrero, il Pd è contro Berlusconi, ma mai contro Confindustria, né contro Ratzinger. La Annunziata si affretta a dire: qui la domenica lasciamo perdere il Papa, non roviniamo il pranzo ai cattolici.

Rapimento dei manager. Ferrero in passato aveva lodato questa forma di protesta: ripeterebbe il suo giudizio? Quei lavoratori non hanno altro modo per comunicare con il loro imprenditore che non sanno neppure chi sia. Anche perché non si può parlare di sequestro. Se accadono questi fatti, dice Vendola, vuol dire che non c’è la politica. In Italia dobbiamo lavorare affinché non ci siano forme di lotta così estreme, e che i lavoratori non si sentano smarriti e soli.

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