Metalmeccanici alla riscossa. Hasta la victoria: 127 euro di aumento per le tute blu

di Angela Gennaro Commenta



Habemus finalmente il rinnovo. Il contratto dei metalmeccanici si è concluso. E’ un risultato di grande rilevanza sia per i lavoratori, ma soprattutto per il Paese che ha bisogno di stabilità e certezze. E chi l’avrebbe mai detto che il ministro Cesare Damiano avrebbe pronunciato queste parole.


Damiano gongola. Sottolinea come questo accordo, che si è finalmente appena conluso, aiuti a migliorare la tutela dei lavoratori e le loro retribuzioni. Non solo. Per non fare torto a nessuno, questo accordo, nelle parole del Ministro, è favorevole anche per le imprese, che possono accrescere la loro competitività e flessibilità.


Ecce l’accordo, insomma. E’ appena stata raggiunta l’intesa sul rinnovo del contratto dei metalmeccanici. Un accordo che prevede un aumento di 127 euro per i prossimi 30 mesi, 260 euro per chi non fa contrattazione di secondo livello e 300 euro una tantum come compenso del ritardo di nove mesi dalla scadenza del contratto, che verrà erogato a marzo 2008.

Questo è. Stesura definitiva dei testi e firma conclusiva arriveranno nel pomeriggio di oggi. Mentre Roma è illuminata da un sole carico di energia e sembra primavera. E Damiano ha la pelle deel viso improvvisamente rilassata.


Il Ministro si è profuso in spiegazioni: i 127 euro di aumento medio a regime saranno erogati in tre fasi: 60 euro il primo gennaio 2008, 37 euro il primo gennaio 2009 e 30 euro il primo settembre 2009. Per quanto riguarda, invece, i lavoratori che non hanno un contratto aziendale, per loro la rivalutazione della retribuzione è di 260 euro: 20 euro al mese per 13 mensilità su base annua.


Gli altri punti dell’accordo. Un sabato comandato in più sia per le aziende fino a 200 dipendenti che per quelle oltre i 200. L’azienda, inoltre, potrà eventualmente utilizzare un permesso annuo retribuito prevedendone però l’eventuale godimento da parte del lavoratore all’anno successivo e salva la richiesta di monetizzazione, come concordato con Federmeccanica.


Il nodo del lavoro a tempo determinato. Il compromesso, alla fine, è stato trovato anche nella delicata questione della forza lavoro temporanea. Un compromesso tra la necessità di flessibilità delle aziende e il dramma della precarietà. Un problema su cui ancora, a livello statale, si dovrà – lo si spera – nei vari ambiti lavorare. Per le tute blu, oggi comunque è stato raggiunto un accordo anche in questo. Il limite concordato è quello dei 44 mesi. Per quanto riguarda le ferie (i lavoratori maturano un giorno in più con 10 anni di anzianità e 55 anni di età), il Ministro ha sottolineato che per la prima volta, in un contratto di lavoro, è stata raggiunta la parità normativa fra operai e impiegati.


La firma del contratto apre la strada al consolidamento delle relazioni sindacali e della logica concertativa e rende più facile proseguire nella strada della concertazione adottata dal governo che ci vedrà impegnati nell’apertura di alcuni tavoli per gli sgravi fiscali sui redditi e la competitività. Gongola, Damiano. Forse non ci può credere. Forse era preoccupato. Il Governo, comunque, pare che abbia agito. Un’azione che ha addirittura messo in cantiere un risultato importante. Nessuno ci credeva veramente. Probabilmente neppure Prodi, o lo stesso Damiano. Il quale sottolinea come, al centro dell’operato di Palazzo Chigi, ci fossero gli interessi dei lavoratori e al tempo stesso i problemi di competitività e crescita posti dalle imprese perché ogni contratto deve trovare un compromesso, un giusto equilibrio. Non solo: il Governo ha sempre avuto cura di non invadere l’autonomia e la prerogativa delle parti sociali ma soltanto rendendosi disponibili ad avvicinare ed accompagnare le posizioni. E vissero felici e contenti?


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