La legalizzazione della cannabis, un discorso da affrontare

di Alba D'Alberto Commenta

La legalizzazione della cannabis che per anni ha opposto il popolo ai governanti, è sempre usato come strumento di distrazione dai problemi senz’altro più urgenti, quali la definizione delle tasse e la scelta dei servizi da offrire alla popolazione, incluse le opportunità di lavoro. Tuttavia va affrontato. In che modo?

Archiviate tutte le questioni di stampo sanitario e sociale, la cannabis dovrebbe essere legalizzata. Non c’è ragione di vietarne il commercio. Così dice Giovanni De Mauro nel suo editoriale su Internazionale. Il perché si può spiegare anche con l’economia:

Si calcola che in Italia i consumatori siano quattro milioni, il dieci per cento della popolazione. È un fenomeno quasi di massa, un mercato che nei fatti è libero. Tanto che il mensile il Test è andato in cinque città italiane, ha comprato dieci euro d’erba (più o meno mezzo grammo, quanto basta per due o tre canne) e li ha fatti analizzare in laboratorio. Risultato: è molto più forte di quella che circolava una decina d’anni fa. Probabilmente questo è dovuto all’industrializzazione del processo produttivo, necessario per soddisfare l’aumento della richiesta.

Qual è l’effetto positivo di questa operazione? In primo luogo tenere sotto controllo quello che fumano le persone e garantirne una maggiore qualità, oltre che una corretta informazione. Tutti ricavi e operazioni alla luce del sole che sottrarrebbero una grossa fetta di ricavi al narcotraffico. In secondo luogo ci sarebbe un alleggerimento del peso che grava sul sistema carcerario, infatti:

nel 2014, su un totale di 54mila detenuti, le persone in carcere per detenzione e spaccio di stupefacenti erano 18mila, e nel 50 per cento dei casi si trattava di cannabis.

Estrapolare il commercio dell cannabis dall’ambito criminoso, diminuisce nella pratica gli effetti dannosi sulla società. Il discorso è affrontato in parlamento visto che è presente alla Camera un disegno di legge n. 3328 che va a sanare proprio questa situazione. O almeno vorrebbe farlo.