Visita del Papa a Lampedusa

di Roberto Rossi Commenta

papaVisita odierna del Papa a Lampedusa. Una visita privata, dotata di un significato umano e politico molto rilevante, e in grado di contraddistinguere questa prima parte del già ricco papato di Francesco. Il programma della giornata, dopo lo sbarco, inizierà con l’accoglienza offerta dall’arcivescovo Montenegro e dal sindaco delle Pelagie Giusi Nicolini, a fungere da anticamera alla serie di eventi in piano per la data odierna.

Proprio nelle ore in cui il Papa arrivava a Lampedusa, oltre 160 migranti sono sbarcati sulle coste dell’isola grazie a un barcone che li ha traghettati dalle coste settentrionali dell’Africa: all’interno della precaria imbarcazione – soccorsa quando mancavano poche miglia al porto – vi erano anche quattro donne, condotte a terra da una motovedetta della Capitaneria di porto e da una vedetta della Finanza.

Tornando al programma della giornata di Papa Francesco, ricordiamo come sia previsto un breve tragitto in auto verso cala Pisana, dove il Santo Padre si imbarcherà per raggiungere via mare il porto di Lampedusa, “scortato” dai pescherecci. A largo, nei pressi del monumento della porta d’Europa (probabilmente il simbolo di maggiore richiamo morale di Lampedusa), il Papa lancerà una corona di fiori in memoria di tutti coloro che hanno perso la vita in mare, nella speranza di raggiungere l’isola, spesso con esito non fortunato.

Alle 9.30 l’imbarcazione del Papa farà capo a punta Favarolo, tradizionale approdo dei barconi degli immigrati. Ad attendere il Papa ci sarà un gruppo composto da una cinquantina di immigrati provenienti da diversi Paesi nordafricani e da religioni diverse. Un momento di sicuro impatto per una giornata che i cittadini di Lampedusa (e probabilmente non solo loro) faranno fatica a dimenticare, e che si inquadra nel nuovo stile comunicativo della Chiesa che il Santo Padre ha voluto fortemente lanciare con la propria presenza in uno dei territori più importanti del Mediterraneo.