Libertà e Giustizia: caro Papa, facciamo la moratoria sul divieto dell’utilizzo del preservativo

di IsayStaff Commenta



E Libertà e Giustizia lancia la sua provocazione.


All’indomani dell’intervento del Papa che ha sottolineato il “carattere sacro della vita umana”, collegandolo alla moratoria Onu sulla pena di morte, LeG segue con interesse il dibattito sulla 194, affidando agli uomini di scienza il compito di stabilire se la medicina abbia fatto progressi tali da aprire la discussione sullo spostamento dei limiti di tempo per effettuare aborti terapeutici. Ma sottolinea che l’aborto previsto dalla 194 non è un omicidio, trattandosi di una scelta sempre drammatica, spesso obbligata e che è inaccettabile l’equazione moratoria contro la pena di morte uguale a moratoria contro l’aborto.


LeG ricorda i 40 milioni di persone infettate dal virus Hiv nel 2007 e il fatto che la Chiesa cattolica si oppone da sempre all’uso dei preservativi, persino nei contesti in cui essi sono indispensabili per evitare il contagio.
Secondo i dati dell’Organizzazione mondiale della sanità, riferiti al 2007, sono già 40 milioni le persone infettate dal virus, 8 mila i morti al giorno e 1500 i bambini che contraggono quotidianamente l’Aids. La Chiesa non ha mai revocato quel divieto.
LeG chiede che la Chiesa cattolica consenta una moratoria del divieto all’uso del preservativo, per contribuire a salvare uomini, donne e bambini dal contagio Aids, nel rispetto del “carattere sacro della vita umana”
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Nel 2007, quaranta milioni di persone sono state infettate dal virus dell’Hiv. Si muore di Aids, peste dei nostri tempi. E l’Aids si contagia per via sessuale. La prevenzione è l’unico modo efficace per combatterlo. La sensibilizzazione allo strumento della prevenzione, la sua via. Il preservativo, la protezione, salvano la vita. Ecco allora la provocazione di Libertà e Giustizia. Se davvero questo Papa ha a cuore la vita, come ribadito nei giorni scorsi, con l’implicito invito a perseguire la moratoria sull’aborto, allora la preservi. Attraverso un’altra moratoria, quella del preservativo: questo l’invito dell’associazione, destinato a sollevare non poche polemiche.


Libertà e Giustizia è una associazione culturale italiana nata nel 2002, a carattere nazionale e con sede a Milano. E’ presieduta da Sandra Bonsanti, e nata dalla proposta di un gruppo di persone che si è costituito come comitato dei garanti. Garanti dai nomi certo non di pocoo conto: Gae Aulenti, Giovanni Bachelet, Enzo Biagi, Umberto Eco, Alessandro Galante Garrone, Claudio Magris, Guido Rossi, Giovanni Sartori, Umberto Veronesi. Dichiarazioni che faranno riflettere, dunque, da una fonte che, condivisibile o meno, è innegabilmente di spessore. La difesa della 194, (perchè l’aborto non è un omicidio) si staglia al centro della riapertura di un dibattito forte, tra difensori intransigenti del dettato normativo e chi, invece, sarebbe disposto a parlarne.


Come il leader del Pd, Walter Veltroni, che finalmente, interrogato da più parti e direttamente interpellato da Giuliano Ferrara dalle colonne de Il Foglio, ha preso una posizione al merito. Nessuno tocchi la legge 194, conquista di civiltà e provvedimento che si è dimostrato contro l’aborto, avendolo statisticamente ridotto del 44%. Ma, ha aggiunto, la discussione politica sulla copertura normativa dell’interruzione di gravidanza in Italia, non mi spaventa.

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