Israele: Sale la tensione per l’arrivo di Bush

E’finalmente arrivata l’ora X. In queste ore George Bush, presidente degli Stati Uniti d’America, si trova in Medio Oriente per discutere delle problematiche degli stati arabi. Tra i punti principali della visita la questione Iran e l’incontro a “sei occhi” tra Bush, Olmert e Abbas.

I media sono già pronti a non lasciarsi scappare nemmeno un istante di questa visita, che vedrà Bush prima in Israele. La situazione è tutt’altro che tranquilla nello Stato ebraico. Nemmeno di 24 ore fa due razzi lanciati dal Libano si sono abbattuti su Shlomi senza causare vittime. A tal proposito, il governo israeliano ha deciso di chiudere i confini con i territori palestinesi fino a sabato, al fine di prevenire eventuali attentati nella zona in concomitanza con le discussioni sulla pace.


Un accordo, in attesa dell’arrivo di George W., che i due leader, Olmert e Abbas, stanno cercando di raggiungere. Ma la strada dell’intesa è lontana visto la lontananza di vedute riguardo gli insediamenti israeliani in Palestina. Lo stato ebraico sarebbe anche disposto a smantellare gli insediamenti illegali, mentre per i palestinesi non vi sono differenze tra legalità e illegalità di insediamento, chiedendone il completo smantellamento.

Non si chiudono in Israele i problemi “USA” in Medio Oriente. Nemmeno una settimana fa, in prossimità dello stretto di Hormuz, si stava arrivando allo scontro a fuoco tra USA e Iran. Un incidente, quello che ha visto impegnate 5 vedette iraniane e 3 navi da guerra americane, ricostruito in maniera differente dai due paesi.

Per gli USA, che ha definito la faccenda un “atto provocatorio”, l’incidente è stato causato dalle imbarcazioni dei Pasdaran (le navi vedetta iraniane) che hanno compiuto delle azioni pericolose nei confronti delle navi americane, arrivando addirittura a minacciarle via radio di fare fuoco. Soltanto il tempestivo allontanamento delle “Pasdaran” ha evitato il conflitto a fuoco.

Diversa la ricostruzione riportata dal ministro degli esteri iraniano, Mohammad Ali Hosseini, che ha definito l’incidente con una dichiarazione superficiale:

Un episodio “normale” come altri avvenuti in passato in questo mare affollato di navi dei due Paesi ostili tra loro, risoltosi con la reciproca identificazione.

Una ricostruzione, quella di Hosseini, confermata anche dai capitani delle Pasdaran.

Un Medio Oriente che si presenta come pronto ad esplodere, con la speranza che la venuta di Bush non sia un pretesto per violenze gratuite e attentati suicidi, che portano soltanto rabbia e morte.

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