Bush in Medio Oriente. Azzam: accoglietelo con le bombe

di Angela Gennaro Commenta



Georg W. Bush, la settimana prossima, ha in programma una capatina in Medio Oriente. Comitato d’accoglienza? Azzam l’americano, il portavoce di Al Qaeda, ha la sua idea. E la condivide: Rivolgo questo appello urgente in particolare ai fratelli mujaheddin in Palestina e, più in generale, a quelli nella penisola araba, affinché siano pronti ad accogliere il crociato, il boia Bush, durante la sua visita di gennaio nella Palestina musulmana e nella penisola occupata, non con fiori ed applausi ma con bombe ed automobili esplosive. Parole di stima e di affetto in un messaggio audio video di 50 minuti diffuso via Internet. Dal titolo: Un invito alla riflessione e al pentimento.


Il programma di Bush prevede Israele, Palestina e altri stati del Golfo Persico. In vista del viaggio, la tensione politica internazionale è alle stelle, e la situazione è estremamente delicata. Il rischio attentati viene, infatti, soprattutto da gruppi radicali e cellule spontanee che pedissequamente seguono e applicano le istruzioni diffuse via Web. Ecco il perchè dell’esternazione di Azzam.

Il portavoce di Al Quaeda è un personaggio singolare, con una storia tutta sua. Il suo vero nome è Adam Gadhan: si tratta di un convertito della California, un uomo dal passato metal che è ora passato tra le file dell’organizzazione terroristica incubo dell’Occidente. L’intelligence made in Usa lo considera il burattinaio principale delle campagne di comunicazione mediatica di Osama Bin Laden, nonchè l’uomo che sta dietro ad As Sahab, e cioè il personaggio che si occupa di divulgare i messaggi video e audio dei leader estremisti.


Come da copione, il messaggio di Azzam segue una precisa scaletta: denuncia del sistema occidentale e della sua religione, il cristianesimo. Attacco mirato agli Stati Uniti, che sarebbero stati sconfitti su tutti i fronti. Lo stesso utilizzo di Azzam come uomo immagine, segue, in fondo, logiche dacomunicazione psicologica occidentaleggiante: Al Quaeda mira a far arrivare il contenuto della sua richiamo non solo ai convertiti occidentali, ma anche ai giovani musulmani cresciuti in Europa e in America. Altra chicca? Molti dei suoi messaggi audio video hanno dei comprensibilissimi e immediati sottotitoli in inglese.


Si sospetta inoltre che sia stato sempre Azzam a organizzare il nuovo servizio di video jihadisti per telefonini lanciato da As Sahab. Qualche giorno fa ne è iniziato a girare il promo pubblicitario, sui siti islamisti. Un’attività di comunicazione che Al Quaeda porta avanti ormai da tempo, e che ora intende, probabilmente, divulgare.


Contro il viaggio del Presidente Usa in Medio Oriente (con altri termini, certo) anche l’Iran. Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Mohammad Ali Hosseini, ha infatti affermato che il viaggio di Bush costituisce un’interferenza nelle relazioni tra i Paesi dell’area. La dichiarazione giunge in risposta a quanto sostenuto da Bush stesso nei giorni scorsi: e cioè che la sua visita nella regione sarà uno stimolo di pressione sugli alleati per rispondere alle ambizioni aggressive di Teheran.

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