Veltroni e il Cavaliere, spauracchio del nuovo anno

di Angela Gennaro Commenta



Continua la delicata fase di assestamento, in apertura del nuovo anno, per la politica italiana. Protagonista indiscusso, almeno nel dibattito, il Pd, tra Franceschini e soprattutto Veltroni. E il braccio destro di quest’ultimo, Goffredo Bettini, parte alla carica nella difesa della causa. Le esternazioni dei giorni scorsi del numero due del Pd, Dario Franceschini, su una sferzata presidenzialista alla francese nei piani di riforma elettorale del partito, hanno innescato polemiche a non finire, interne ed esterne.


Ergo Bettini accorre ora in difesa. La sua teoria è chiara: nel Partito Democratico c’è chi intende distruggere Veltroni. E continua: Noi abbiamo sempre detto che il presidenzialismo francese è il sistema migliore per l’Italia e che rimane un punto di riferimento che potrebbe anche diventare una proposta da presentare per la campagna elettorale delle prossime elezioni politiche, quando saranno. Insomma, lo stupore diffuso è ingiustificato. Definisce la polemica sul sistema tedesco una discussione strumentale , e ha parole anche per il vice premier Massimo D’Alema, che dovrebbe abbandonare i suoi personalismi.

Intanto, il buon Walter continua a spiegare le sue ragioni. Il percorso che vede e sponsorizza si divide in due tappe: la prima dovrebbe avere come risultato una legge elettorale proporzionale ma bipolare, la seconda, a partiredal 2011 e con la speranza che a quel punto le riforme istituzionali siano approvate, un sistema a doppio turno con l’elezione diretta del capo dello Stato, proprio come accade in Francia.


Il Sindaco di Roma è dunquestabile nei suoi disegni futuri sulla riforma elettorale. Il doppio turno in salsa parigina è il modello ideale verso il qualeci sideve dirigere. Nel mentre si comunque trovare un’intesa corretta un maniera appropriata su base proporzionale. Il Vassallum, insomma. Tutto, insomma, anche il compromesso, tranne il sistema alla tedesca, la Grande Coalizione.


Un no che spacca in questi giorni trasversalmente la politica. Forza Italia lo appoggia largamente. Udc e An lo ostacolano altrettanto vivacemente: il timore, da parte dei bistrattati alleati del Cavaliere, è proprio quello di un patto segreto Veltroni-Berlusconi. Ma lo stesso Pd, lo si è detto, è diviso. Parisi e la Bindi appoggiano il Sindaco di Roma, Massimo D’Alema è cortesemente e decisamente avvelenato, Rifondazione, Socialisti e Udeur non ci stanno (con alcune, rare, eccezioni).


Pesante l’accusa di Rizzo dei Comunisti Italiani: Veltroni vuole una legge su misura. Angius, vicepresidente del Senato, è funereo: Così si liquida il governo Prodi. Ma Veltroni non ha scatenato solo l’assalto dei nemici trasversali. Gli ulivisti del Pd, soprattutto Parisi, assicurano piuttosto il loro appoggio: Non possiamo non essere a fianco di Veltroni. Questa volta ha scelto: da una parte sta il sistema Tedesco e la bozza Bianco, dall’altra il bipolarismo e scelta dei cittadini. Il leder del Pd può contare anche sull’appoggio di Rosy Bindi, che però, serafica e un po’ acida, ricorda anche: Ci sembra di sentir riecheggiare le nostre argomentazioni su bipolarismo e legge elettorale. Una donna tende a puntualizzare.


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