Spauracchio Partito Democratico, Giordano lancia un ultimatum sulla riforma elettorale

di Angela Gennaro Commenta



Il Segretario di Rifondazione, Franco Giordano, si fa sentire. Noi siamo ancora aperti a un confronto che può produrre una larga maggioranza in parlamento. Lo è anche il Partito democratico, oppure si prende la responsabilità di far saltare tutto?. Più chiari di così. Walter Veltroni, in questi giorni, ne ha di interrogativi a cui dare una risposta.


Dopo l’altolà di D’Alema e il richiamo del Prc, l’Unione apre il nuovo anno con la spinosa questione della riforma elettorale. Dall’ala estrema della sinistraera difficile non aspettarsi questa reazione. L’intervista che Dario Franceschini, numero due del Pd, ha rilasciato a Repubblica nei giorni scorsi, nella quale rilanciava la proposta del modello francese, ha scatenato un maredi polemiche. Il Premier Romano Prodi ha sottolineato più volte che il varo della legge elettorale spetta solo alle forze politiche e al Parlamento. L’esecutivo, dal canto suo, può eventualmente instaurare il clima affinché ci possa essere l’intesa.


La sinistra estrema critica a sua volta: Dal Partito democratico si avanza una proposta diversa, una proposta che dal nostro punto di vista è agli antipodi di quella che aveva garantito l’avvio del confronto sulla legge elettorale. Il Ministro degli Esteri, nonchè Vice Premier, Massimo D’Alema, continua a non perdonare: C’è stato un giro di consultazioni, promosso dal leader del Pd è stata presentata la proposta Vassallo. I risultati di questo lavoro sono stati offerti ai presidenti della commissioni di Camera e Senato come base dell’opera del Parlamento. Si sta lavorando a una legge elettorale proporzionale con sbarramento e con correttivi. E su una riforma costituzionale che prevede il cancellierato e la sfiducia costruttiva. In sintesi? La strada indicata per la ricerca di un accordo è questa: non mi sembra utile ricominciare da capo. Insomma, proprio non gli va giù l’uscita di Franceschini.



Il vice di Veltroni, dal canto suo, dopo averlanciato la pietra dello scandalo, non si rimangia una virgola. Raggiunto ieri dai microfoni del GrParlamento parla di mediazione , perchè volendo, la si può trovare. E insiste: l’elezione diretta del presidente della Repubblica accompagnata da un Parlamento forte sul modello francese è da anni la proposta dell’Ulivo prima e poi del Pd.


Anche il Ministro della Giustizia, Clemente Mastella, , dice la sua. Ed è tutt’altro che entusiasta: Sembra quasi che quando abbiamo discusso con Franceschini e Veltroni ci sia stata nei nostri confronti un’offerta un po’ taroccata. Con noi si parla di tedesco” e poi viene fuori il francese. E poi non capisco perchè non ci si riferisca a modelli che hanno avuto successo in Italia, come quello delle regionali o delle provinciali.

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