La proposta di riforma della legge elettorale di Renzi

di Alba D'Alberto Commenta

 

La proposta di riforma della legge elettorale è arrivata. Il suo ideatore Matteo Renzi l’ha chiamata Italicum e si augura che possa essere approvata entro maggio. Le polemiche interne al Pd divampano, sia per la legge stessa sia per l’incontro con Berlusconi.

La legge elettorale si basa su un modello misto, proporzionale rivisto che prevede il doppio turno per evitare nuove larghe intese. I partiti più piccoli sono critici perché rischiano di essere tagliati fuori dal Parlamento.

Il doppio turno di coalizione della proposta di legge prevede il ballottaggio. Le due coalizioni più votate andranno al ballottaggio solo se non raggiungono il 35% al primo turno. Il premio di maggioranza si assegna a chi arriva al 35% o a chi vince il ballottaggio. Questa legge darebbe la stabilità in quanto garantisce tra il 53% e il 55% dei seggi e quindi una maggioranza che può governare.

La riforma della legge elettorale proposta da Renzi prevede anche la soglia di sbarramento, l’8% nei casi di partiti singoli, il 5% nei casi di partiti che si presentano in coalizioni e il 12% per le coalizioni.

La legge elettorale è quindi proporzionale con un premio di maggioranza alto. Le preferenze però non ci saranno, ma le schede elettorali indicheranno il simbolo del partito e 4-6 candidati per ogni partito. I candidati sono quindi più identificabili.

La proposta di riforma della legge elettorale di Renzi è legata anche alla riforma del Senato. Una riforma costituzionale con il Senato che diventerebbe la rappresentanza delle Regioni e la fiducia al nuovo governo che si voterebbe solo alla Camera.