E Musharraf disse: la Bhutto è responsabile della sua morte

di Angela Gennaro Commenta



Continua la ricerca della verità nella dinamica dell’attentato che ha portato alla morte dell’ex Premier pakistano, e leader dell’opposizione, Benazir Bhutto. Tra Scotland Yard e affermazioni ufficiali. Il Presidente pachistano, Pervez Musharraf, è stato intervistato dalla televisione Usa Cbs. L’intervista verrà mandata in onda domani, ma il suo contenuto è già pubblico a grandi linee.


Il Presidente ricostruisce l’attentato, ammettendo – a differenza di quanto fatto subito dopo l’assassinio – che probabilmente è stato un uomo armato di pistola a uccidere la leader del Partito del Popolo Pakistano, dopo un comizio, il 27 dicembre scorso a Rawalpindi. E ha poi anche considerato che è stata la stessa Benazir Bhutto ad esporsi per sua volontà a un rischio eccessivo.

Musharraf è stato più volte e da più parti accusato di non aver assicurato un’adeguata protezione alla donna, che era stata più volte, da quando rientrata in paesedal suo lungo esilio, vittima di tentativi di attentato. Ecco ora, dunque, la sua risposta. Il presidente ha ribadito, nel corso dell’intervista, che il suo governo ha fatto tutto il possibile per garantire la sicurezza della Bhutto. Uccisa mentre salutava i sostenitori dalla sua vettura, per avere voluto stare in piedi con la testa fuori dall’automobile penso che vada criticata. E la colpa e solo sua e di nessun altro. La responsabilità è sua. Questo quanto lucidamente affermato da Musharraf.


Insomma, è morta, e va criticata perchè, dopotutto, se la sarebbe cercata. La versione ufficiale della morte, fornita dal governo, è ancora quella, che ormai appare palesemente errata, iniziale. E cioè che la donna sarebbe deceduta per aver sbattuto violentemente la testa contro il tettuccio dell’automobile sulla quale viaggiava, in seguito ad un’esplosione causata da un kamikaze. Il presidente pachistano, nell’intervista alla Cbs, afferma di ritenere possibile che la Bhutto sia morta piuttosto, come sostengono anche dal Ppp, per un colpo di pistola sparato a bruciapelo.

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