Rifiuti, al culmine dello scontro. Prodi: “E’ una tragedia”. Bassolino contestato

di Angela Gennaro Commenta

La situazione è sull’orlo del precipizio. Il governo si assume tutte le proprie responsabilità riguardo a questa emergenza perchè sta mettendo in gioco il paese. Parole non allegre (già accantonata la ventata di ottimismo delle Feste, vero?) dal Presidente del Consiglio Romano Prodi, che, da Bologna, ha detto la sua sulla drammatica emergenza rifiuti nel napoletano. Il Premier sa e sostiene la necessità di risolvere il problema, e di risolverlo per sempre.

Intanto, non si placano le proteste e gli scontri. Ieri pomeriggio un gruppo di persone, una ventina, ha bloccato un autobus e incendiato i cassonetti dei rifiuti a San Giorgio a Cremano, uno dei centri più colpiti dalla crisi dello smaltimento dell’immondizia. I presenti? Applaudivano.

A Napoli nel pomeriggio, in pieno centro, lo stesso scenario: cassonetti dei rifiuti dati alle fiamme e correlati interventi dei Vigili del Fuoco. E non si placa la rabbia contro la riapertura della discarica di Pianura: si è unito ieri ai manifestanti anche un gruppo di una cinquantina di mamme con bambini. La protesta contro la discarica del contendere ha causato anche il blocco della circolazione ferroviaria sulla linea Napoli-Roma, tra Pozzuoli e Giuliano.


Ed è proprio a Pianura che, in seguito ad una sassaiola contro le forze dell’ordine, sono state fermate, e poi rilasciate, una decina di persone. Scontri e tafferugli hanno causato il ferimento di due agenti della polizia. Nella notte, la polizia ha scortato una trentina di camion adibiti a movimentare la terra per creare l’invaso che poi sarà coperto dai teloni impermeabilizzati già portati all’interno nei giorni scorsi. Anche questa operazione è stata ostacolata dai manifestanti, che si sono seduti nella carreggiata.

E roghi, roghi, roghi e ancora roghi. A Napoli e provincia, il totale degli interventi dei Vigili del fuoco è arrivato a quota 65. Segni della crisi sono anche le decisioni dei sindaci di Volla e di Gragnano di chiudere scuole e mercati rionali per l’aggravarsi dell’emergenza rifiuti. La maggior parte di rifiuti solidi urbani prodotti in Campania viene trattata negli impianti di Cdr (Combustibile Derivato dai Rifiuti), producendo una quantità enorme di altri rifiuti. Tutti questi impianti sono, comunque, attualmente fermi per saturazione e non ci sono discariche. 95 mila tonnellate di spazzatura sono per le strade. E Prodi disse: Lavoreremo nei prossimi giorni, intanto provvediamo all’emergenza per un ritorno alla normalità immediata.


La testa di Bassolino, grazie. Pier Ferdinando Casini parla chiaro: Chiedo e mi aspetto le dimissioni di Bassolino, personalità non banale e sicuramente in imbarazzo in questo momento, che dovrebbe avere il coraggio di assumersi le proprie responsabilità e di dimettersi. Antonio Di Pietro, ministro delle Infratsrutture, annuncia l’uscita dell’Italia dei Valori dalla giunta Regionale con un Bassolino farebbe bene a dimettersi. Il leghista Roberto Calderoli non è più tenero: Il governo ha esercitato i poteri sostitutivi commissariando per lungo tempo la gestione dei rifiuti in Campania. Non avendo prodotto effetto tale commissariamento, ed è bene ricordare che a lungo uno di questi commissari è stato proprio Antonio Bassolino, e a fronte della resistenza da parte dello stesso Bassolino agli inviti che arrivano sia dalla maggioranza che dall’opposizione a dimettersi, il presidente della Repubblica può, con proprio decreto, secondo le procedure stabilite dall’articolo 126 della Costituzione, procedere allo scioglimento del consiglio regionale della Campania. Altro che dirsi “allarmato”, caro Napolitano.

Antonio Bassolino, presidente della Giunta regionale della Campania, dal canto suo dice sostanzialmente sì-vabene-aveteforseragione-ma-iorestoqui. Si assume le sue responsabilità politiche, insomma, non si dimette. Se avessi pensato che le mie dimissioni fossero state utili alla risoluzione del problema, le avrei date. Ma io resto perché penso di poter dare ancora un contributo. Insomma, la Campania è in una botte di ferro. Naturalmente Bassolino ha sottolineato che è anche il caso di parlare di corresponsabilità. E’ pronto al dialogo, lui, con i manifestanti di Pianura. Ha anche aggiunto: A Pianura in queste ore devo registrare che c’è del torbido, così come torbide sono state situazioni precedenti che hanno riguardato la protesta sui rifiuti. La battuta sul fatto che la situazione tanto pulita non poteva essere, in effetti, è troppo facile.

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