Monnezza: dalla Campania alla Sicilia. Tra class action del Codacons e proteste

di IsayStaff Commenta



Alta tensione sull’isola. La situazione non accenna a migliorare. Dopo l’arrivo della nave della monnezza di due giorni fa al porto di Cagliari, la Sardegna continua a non volere i rifiuti di provenienza campana. Ieri sette giovani sono stati arrestati, perchè sospettati di appartenere agli ultrà del Cagliari e ritenuti responsabili degli scontri – vera e propria guerriglia – davanti alla villa del Presidente della Regione Renato Soru l’altra notte.


Soru è stato duramente e a vario titolo – con strascichi, per l’appunto, alla G8 genovese – per aver autorizzato l’ingresso dell’immondizia dalla Campania nella regione. Oggi le forze dell’ordine hanno disposto, sempre a Cagliari, l’arresto di altri due ragazzi . Uno dei due lavora in un distributore di benzina, e sono entrambi maggiorenni. Sono stati sorpresi a progettare un attentato incendiario: l’obbiettivo era l’abitazione di Soru, ancora una volta, e gli agenti che vigilano davanti alla casa.


Ma non è solo la Sardegna a protestare. La tensione si allarga anche all’altra isola. Neanche la Sicilia ci sta.

Non vogliono i camion carichi di rifiuti e di immondizia provenienti dalla Campania. La provincia di Agrigento è in subbuglio: blocchi per l’arrivo di un traghetto carico di 1.500 tonnellate di rifiuti partenopei. Un centinaio di abitanti e le loro auto hanno bloccato la strada vicina alla discarica, nella zona tra i comuni di Montallegro, Siculiana e Cattolica Eraclea.


Nel frattempo, si tenta anche la gestione politica. Nella notte c’è stato un incontro con gli amministratori comunali dei paesi interessati. Dalle tre alle sei sei del mattino, il prefetto di Agrigento, Umberto Postiglione, ha convinto i manifestanti a sospendere la protesta. E i 30 camion bloccati a Porto Empedocle sono finalmente riusciti a raggiungere la discarica di Siculiana, scortati dalla polizia. Il viceprefetto, Nicola Diomedesi, è scettico: Nella provincia si producono 500 tonnellate di rifiuti al giorno. Se dalla Campania ne arrivano 1.500, per le nostre discariche sono davvero poca cosa.


In molti si staranno chiedendo allora – come per la Sardegna – perchè la Sicilia si è accollata un problama non suo. Perchè ha aderito alla richiesta di solidarietà da parte delle Regioni, avanzata nei giorni scorsi dal Presidente del Consiglio Romano Prodi. Lo spiega il presidente della Regione, Cuffaro: Consentire lo smaltimento di 1.500 tonnellate di rifiuti in condizioni di sicurezza ambientale, è il contributo che intendiamo fornire per superare un’emergenza che rischia di pregiudicare l’immagine del nostro Paese. La scelta per quanto impopolare, concorre a ristabilire le condizioni di un’equilibrata convivenza sociale.


A questo punto, però, le associazioni dei consumatori scelgono di non stare più a guardare. Il Codacons si mobilita e annuncia un’azione collettiva – nelle parole anglofile tanto care ai tempi contemporanei, una class action: l’Isola – spiega il segretario nazionale Francesco Tanasiè ritenuta la pattumiera d’Italia dai governi nazionale e regionale. Avvieremo la più importante class action dei siciliani per il risarcimento dei danni all’ambiente e alle persone. Vita dura, Romano.

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