Mafia, Spatuzza: “Incaricato di sostenere candidati socialisti”

falcone-borsellinoIl pentito Gasparre Spatuzza, nel corso della sua deposizione al processo di Torino, ha rivelato di essere stato incaricato di sostenere la candidatura di alcuni esponenti socialisti: “Non so se si trattava delle elezioni nazionali dell’88 o dell’89 ma sono stato incaricato di impegnarmi a sostenere quattro candidati socialisti. All’epoca capolista era Claudio Martelli, poi Fiorino e altri che ora non ricordo. A Brancaccio facemmo di tutto per farli eleggere e i risultati si videro, facemmo Bingo”.

Socialisti Francesi: Aubry e il mito di Giovanna

Lo so che tra di voi si nasconde qualcuno che al nome di “Giovanna” ha pensato immediatamente alle immagini trash dei film italiani anni 70 con la saga della “Giovannona” nazionale. Fortunatamente per la Aubry, ma anche per noi, non si tratta di tutto questo, ma bensì di tutt’altra Giovanna, molto più nota al di là del confine delle Alpi: ovvero Giovanna d’Arco.

Al pari della paladina francese che sacrificò se stessa per salvare la patria, la Aubry è stata eletta ufficialmente, dopo il ricorso della Royal ieri il riconteggio ha aumentato da 42 a più di 100 i voti a favore di Martine, leader dei PS francesi e guiderà la gauche verso il potere.

Questo almeno finchè un altro problema non insorga all’interno del partito. Come spesso accade si parla di innovazione, di novità ideologiche, di nuova via politica e ci si ritrova con sempre le stesse persone al potere. Sicuramente meglio di chi le novità le avrebbe portate, vedasi Royal, ma che forse prima di trovare una nuova via sarebbe bene ne trovi una per sé.

Socialisti Francesi: Meglio perdere o morire?

La scelta per quanto estrema è in realtà l’unica via di fuga che possono decidere di prendere, come intero movimento, i PS: il Partito Socialista Francese ormai sull’orlo di una crisi che se già prima c’era ora è ancora più presente. Si credeva di essere sul fondo del pozzo, ma non si era calcolato di essere in possesso di una trivellatrice e che si sarebbe potuto scavare ancora più a fondo.

Questo è quanto fatto da Segolene Royal che pur di non perdere ha deciso di sacrificare gli interessi di partito, del suo partito, per vedere se stessa legalmente vincitrice dell’elezione a presidente di partito. Un’elezione che forse ha avuto brogli, ma sicuramente non solo contro di lei. Voti che mancherebbero per la Royal e voti assegnati erroneamente alla Aubry.

Per i PS le strade a questo punto sono solo due: o dichiararsi sconfitti e ripartire con l’umiltà che si confà a chi lotta per uno stesso ideale, oppure morire definitivamente a causa di una scissione interna che non si potrà rimarginare, forse nemmeno con le scuse di questa o quella candidata. Forse è già troppo tardi…

Socialisti Francesi: Quando vincere non basta

Ne avevo accennato ieri alcune righe qui su PoliticaLive, il fatto che per i socialisti francesi si trattasse di avere un segretario donna era già una novità; ancora di più lo sarebbe diventato se a conquistare la poltrona del “garofano rosso” fosse stata la Aubry, dietro prima del ballottaggio contro Segolene Royal.

Ebbene la Aubry è riuscita nell’impresa conquistando ben 42 voti in più rispetto alla Royal, che non mi esimerei da definire un po’ come l’Inter di qualche anno fa o come la famosa Anna Kournikova (per gli amanti del poker e del tennis). Il motivo è semplice: tutti e tre non vincono mai. Per Segolene si tratterebbe dell’ennesima sconfitta dopo quella rimediata contro Sarkozy alle presidenziali.

Uno scarto minimo che la stessa Royal ha immediatamente criticato, ha denunciato brogli e per cui richiede una nuova votazione al fine di verificare che ciò che accaduto sia effettivamente vero. E su questo aspetto, la Royal, sappiamo bene da chi avrà imparato… D’altronde tra cugini…

Socialismo Francese: Una poltrona per due…donne

Ci sono segni, nella vita della popolazione mondiale, che non possono lasciare indifferenti. Forte segno fu l’11 settembre che fece cominciare l’epoca del terrore e della sua battaglia, forte segno fu l’elezione del primo presidente di colore della storia che aprì, metaforicamente, la porta alla nuova politica che avanza.

Forte segno sarà anche in Francia che dopo aver eletto un presidente che dopo un annunciato divorzio, peccato che non lo abbia addirittura dichiarato in campagna elettorale sarebbe stato un punto raggiunto, e un ipermediatico matrimonio con la auto dichiarata ex italiana Carla Bruni, pardon Carlà Brunì, ecco che il partito socialista decide che bisogna innovarsi e di pronta risposta avrà come leader una donna.

Ancora non si sa chi, ma il ballottaggio parla chiaro: la sfida si giocherà tra Segolene Royal e Martine Aubry. La prima già nota agli onori delle cronache come la perdente della sfida presidenziale con Sarkozy, la seconda come sindaco di Lilla, nonché figlia d’arte essendo il padre Jacques Delors, ex ministro dell’economia francese ed ex presidente della Commissione Europea.

[Candidati Politiche 2008]: Enrico Boselli

Sesta tappa del nostro viaggio tra i candidati alla poltrona di premer per le politiche di metà aprile.

Dopo aver letto e visionato il programma di Daniela Santanchè e della sua “Destra”, oggi passiamo a Enrico Boselli, capogruppo per i socialisti

Scheda numero 6, Enrico Boselli.

Veltroni e il Cavaliere, spauracchio del nuovo anno

Veltroni&Berlusconi

Continua la delicata fase di assestamento, in apertura del nuovo anno, per la politica italiana. Protagonista indiscusso, almeno nel dibattito, il Pd, tra Franceschini e soprattutto Veltroni. E il braccio destro di quest’ultimo, Goffredo Bettini, parte alla carica nella difesa della causa. Le esternazioni dei giorni scorsi del numero due del Pd, Dario Franceschini, su una sferzata presidenzialista alla francese nei piani di riforma elettorale del partito, hanno innescato polemiche a non finire, interne ed esterne.

Ergo Bettini accorre ora in difesa. La sua teoria è chiara: nel Partito Democratico c’è chi intende distruggere Veltroni. E continua: Noi abbiamo sempre detto che il presidenzialismo francese è il sistema migliore per l’Italia e che rimane un punto di riferimento che potrebbe anche diventare una proposta da presentare per la campagna elettorale delle prossime elezioni politiche, quando saranno. Insomma, lo stupore diffuso è ingiustificato. Definisce la polemica sul sistema tedesco una discussione strumentale , e ha parole anche per il vice premier Massimo D’Alema, che dovrebbe abbandonare i suoi personalismi.