Quel tesoro di tesoretto Redux

di IsayStaff Commenta



Sul tesoretto si avvelenano i sindacati. Un po’ evidentemente risentiti con Padoa Schioppa e compari. Sindacati e Bertinotti. Che per torna a sentire velleità di contrattazione collettiva.


Ad aprire le danze è il dimissionario Presidente della Camera. Non si possono opporre vincoli di bilancio a chi guadagna appena mille euro e fa fatica da arrivare alla fine del mese. Semplice considerazione di Fausto Bertinotti, che ha dato il via alle polemiche, in verità serrata e con scarso spiraglio si composizione, di ieri da parte delle forze sociali – i sindacati in prima linea – con l’a sua volta dimissionario Ministro dell’Economia Tommaso Padoa-Schioppa.


Il suddetto Ministro, solo ieri, aveva laconicamente avvisato un’Italia che, in fondo, ci sperava, che il tesoretto non esiste. Non c’è nessun pozzo dal quale attingere per provare a risanare qualcosa. Ma i sindacati non ci stanno.

Il responsabile delle Finanze, in parte, ha rivisto nel corso della giornata la sua posizione e il quadro della situazione, un tantinello duro e senza speranze. Soprattutto dopo tanto parlare. I media non se lo sono fatto ripetere due volte, e sono convolati a giuste nozze con l’altalena del benedetto tesoretto. Tesoretto sì, no, forse, chissà, ma esiste, chi può dire di averlo visto.


Quindi l’ha buttata sui dati, dato che i conti vanno fatti, da che mondo e mondo, con l’oste e in questo caso l’oste si chiama certezza sull’extragettito. Elemento di non poco conto che, ha avvertito Padoa-Schioppa, si avrà solo tra un mese. In concomitanza con la relazione unificata sull’economia e sulla finanza. L’oste, insomma: Solo il quel momento noi al ministero avremo un quadro aggiornato sui conti. Prima di allora non possiamo pronunciarci. Ci si può anche interrogare sulla faccenda della redistribuzione, necessità perfettamente legittimo, ma solo entro i vincoli fissati nel programma di stabilità. Poi, una buona notizia. Da Bruxelles, Tommaso rassicira che il Consiglio Ecofin ci dà la certezza che l’Italia a maggio sarà esentata dalla procedura di deficit eccessivo. Non sparano sulla croce rossa. Apprezzabile.


Bertinotti, però, nonostante i tentativi padoaschioppani di sedare la polemica, non ci pensa neanche a farsi dare la pillola che con un poco di zucchero va giù. Non sono impugnabili limiti di bilancio – ha sottolineato – contro la questione fondamentale di chi con mille euro non arriva alla fine del mese. Faustino si è ricordato della sua indole sindacalista. Ci sono delle risorse economiche, sostiene, che renderebbero possibile un intervento sui salari.


Questo si chiama dito nella piaga. E fa bene. Si poteva fare nella scorsa Finanziaria, o subito dopo e si potrà fare in futuro. Monito pesante che grava su tutti i governi, caduti o in procinto di sorgere.


Rincara la dose il Ministro Ferrero. Che non ha nessuno zucchero, invece, da accompagnare alla pillola per il collega Tommaso: Padoa-Schioppa in questi due anni ha regolarmente sbagliato i conti per difetto; non bisogna aspettare giugno per distribuire l’extragettito, a metà merzo avremo già i conti esatti. E l’articolo 1 comma della Finanziaria già prevede come distribuire queste risorse, occorre fare un decreto per distruibuirle attraverso una riduzione del carico fiscale.


Ma il culmine dei dolori di stomaco, per Padoa-Schioppa, arriva dai sindacati. Mai così armoniosamente schierati. Il segretario della Cgil Guglielmo Epifani? Dice semplicemente che il tesoretto è la priorità da cui non si può prescindere. Per il sindacato non cambia nulla. Ed è imbarazzante e singolare che nonostante sia stato sfiduciato il governo presenti comunque le sue divisioni. Sa dove colpire.


Per Raffaele Bonanni, Cisl? Immediata restituzione fiscale dell’extra gettito a lavoratori e pensionati, grazie. Noi non crediamo al ministro Padoa-Schioppa che troppe volte ha detto una cosa e poi ci ha fatto trovare di fronte un’altra. Una standing ovation di credibilità. A noi risulta che l’extragettito ammonti a più di 10 miliardi di euro ed ecco perché riteniamo un errore non averlo redistribuito a lavoratori e pensionati. Il fantomatico, quindi, esisterebbe. E anche in modo consistente. Non resta che attendere marzo per sentire la nuova versione padoaschioppana e verificare se questo prendere tempo sia servito a qualcosa.


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