Alitalia survivor? I ministri litigano

di Angela Gennaro Commenta



Cose serie, per favore

Queste le parole del dimissionario Premier Romano Prodi. Qualcosa di reale e di concreto. La polemica non si placa. Il ministro Bonino e il ministro Bianchi che litigano, e ultimatum che volano, tra sindacati sul piede di guerra e Air France.


Alitalia al bivio. Domani gran giorno. Negli uffici della Magliana a Fiumicino verra riaperto il tavolo tra Alitalia e l’acquirente Air France. Il silenziatore pasquale – che pure sarebbe stato assai utile – sull’affaire Alitalia non ha funzionato, anzi. Coma già a Natale, le festività risultano cruciali per la faccenda. Il destino della compagnia di bandiera è ormai inscindibilmente legato a quello della campagna elettorale. E non doveva, plausibilmente, andare così.


Conferme e smentite a rotazione. La presunta cordata italiana di imprenditori nostrani è avvolta nel più bizzarro silenzio. Cordata sponsorizzata sì da Silvio Berlusconi e dal Pdl, ma anche dalla sinistra radicale, coinvolta attraverso la lotta sindacale.

Siamo aperti alla cordata italiana a patto che ci sia ma finora non ho visto cose serie

Una cordata italiana per Alitalia sarebbe auspicabile ma finora non si è presentata. Deve essere seria, concreta, con delle risorse, delle persone, un piano industriale

Romano Prodi ribadisce la linea del governo. Il punto

non è avere il denaro per acquistare la compagnia ma disporre delle risorse manageriali necessarie per la ristrutturazione

E invita:

evitare speculazioni politiche pensando piuttosto a un rilancio della compagnia. Quando si è presentato il fondo americano Tpg, che è la più importante azienda per la ristrutturazione di linee aeree nel mondo, aveva posto la condizione la partecipazione di uomini di affari italiani. Si sono ritirati perché non hanno trovato nessuno


Parla anche con la sinistra critica. E con i sindacati:

senso di responsabilità verso l’azienda perchè tutti devono pensare al suo futuro. Ricordo bene che quando era interessata il supervisor board, formato soprattutto da ex sindacalisti, incontrò i sindacati italiani e poi rinunciarono a fare l’offerta

L’ultimo riferimento è a Lufthansa.


E i ministri litigano. Il nervo Alitalia è scoperto, e all’interno della compagine di Governo, caduta, i dicasteri si scontrano. Il ministro per il Commercio estero Emma Bonino ha attaccato stamani il Ministro dei Trasporti Alessandro Bianchi, del Pdci.

Trovo sconcertante la dichiarazione di ieri del Ministro dei Trasporti Bianchi, che avrebbe detto che la liquidità di Alitalia basterebbe per tutto l’anno. E’ sconcertante che lo dica il ministro dei Trasporti, competente sulla materia, perchè basta andare sul sito di Alitalia e leggere la posizione finanziaria al 31 gennaio della compagnia. A quella data era a 282 milioni di Euro. A marzo rimangono poco più di 100 milioni


Perchè ieri Bianchi aveva attaccato il collega del dicastero del Tesoro, Padoa Schioppa. Il quale aveva giudicato insufficiente il cash flow di Alitalia. Una versione dei fatti – quella di Bianchi – è più rosea di quanto mediaticamente messo in risalto, nonchè versione del Governo. Bonino appoggia invece la versione tradizionale, per la quale Alitalia avrebbe appena il necessario per pagare gli ultimi stipendi. Bianchi ha nuovamente rilanciato:

C’è l’urgenza di vendere ma la scadenza del 31 marzo non è perentoria

Sempre la solita storia. Il mistero di Alitalia, un po’ come il mistero del Tesoretto, di cui al momento non si parla più.


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