Alitalia: a nightmare before Christmas

di Angela Gennaro 1

 

L’ossessione del volo ha preso un po’ tutti. Da Roberto Formigoni ai sindacati. La recente decisione del Consiglio di Amministrazione di Alitalia ha sollevato il putiferio. E, dopo le affatto tenere considerazioni del Presidente della Regione Lombardia,  ecco levarsi la voce del Segretario Generale della Cgil, Guglielmo Epifani.

La Cgil non condivide le scelte del Cda di Alitalia per ragioni di merito e metodo.  L’obiezione sul merito è che si è scelto un piano del quale non si conosce il contenuto“. Diretto e laconico, come si consueto: “C’è da chiedersi perché, se questa doveva essere scelta, si sono persi due anni buttando soldi e impoverendo le prospettive della Compagnia“.

E se a Formigoni e compagnia, Air France-KLM fa sapere che no, Malpensa non verrà declassato, perchè sì, lo scalo ha un’importanza cruciale percepita e difesa dai francesi e  insomma la compagnia d’oltralpe non ha in testa che il rilancio di Alitalia, Epifani apre a nuove domande.

Lo scalo di Malpensa, il futuro di Az Servizi, i collegamenti domestici che verranno e dei quali ancora nulla Air France ha fatto sapere. Questa faccenda della compagnia di bandiera, della sua crisi e della necessità di uscirne sta dando alla stampa e all’opinione pubblica materia impropria. Quasi fosse l’ennesima arma di distrazione di massa. Forse dalla cognizione reale e  disastrata di questo finire d’anno tutto italiano?

E’ evidente – apostrofa Epifani – che il piano di Air France non affronta in modo corretto il problema del futuro di Az Servizi, di Malpensa e non spiega nulla su come intenda garantire i collegamenti interni: questi sono i problemi che si chiede ad un operatore nazionale di affrontare. Non si tratta semplicemente di una questione di nazionalità della compagnia ma di avere risposte su tali quesiti“.

Avanti sindacati, alla riscossa. Cgil Cisl e Uil non ci stanno. Non ci stanno perchè sottolineano una necessità inopinabile a prescindere dagli assestamenti politici: quelladi scelte e provvedimenti che siano realmente economici e di mercato. Una conditio sine qua non che fondamentalmente è un lusso per le beghe italiane.

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