Giù le mani da Malpensa. Parola di Umberto

di Angela Gennaro Commenta

Giù le mani da Alitalia, francesi. Ancor più, giù le mani da Malpensa. La Lega annuncia rivolta, e da quando il Governo, per voce di Tommaso Padoa Schioppa, ha fatto ufficialmente sapere il suo mood positivo nei confronti della vendita della compagnia di bandiera ad Air France/Klm, un po’ tutto il Nord Italia protesta. E la Lega trova preziosi alleati in Cisl e Uil. Più diplomatica la Cgil, che per ora si schiera, ma solo con la sua rappresentanza regionale. Il partito del sì, invece, vede il Governo circontato da una sorta di silenzio-assenso: unica voce esplicita l’Enac, l’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile, che, attraverso il suo presidente, Vito Riggio, esprime “viva soddisfazione per l’orientamento espresso dal Governo rispetto all’avvio da parte di Alitalia di una trattativa in esclusiva con Air France-KLM“.

Roberto Calderoli ha aperto le danze, proclamando l’impegno della Lega ad impedire “che Malpensa scompaia” e “gli stati generali della Lombardia in difesa dello scalo aeroportuale“. Poi è la volta del rombo di tuono di Umberto Bossi: “La gente è incazzata, da queste parti è molto incazzata, perchè ha pagato per mantenere in piedi Alitalia e come ricompensa ci portano via Malpensa“. Dichiarazioni rilasciate all’Ansa: “Scenderemo in piazza , faremo una manifestazione, nella prima data utile di gennaio, il 12 o il 19, la macchina operativa si è già messa in moto“. E continua: “I francesi, è chiaro, comperano Alitalia solo per avere le rotte. Ma il governo italiano non può pretendere che il Nord, dopo che è servito per tenere in piedi la compagnia, adesso se ne stia buono e zitto. Scenderemo in piazza e ci faremo sentire“.

Luigi Angeletti, Segretario della Uil, si unisce fermamente al partito del no: “Il governo dimostra di non conoscere l’a-b-c- della gestione di trattative commerciali ma non la passerà liscia“. Il segretario ricorda l’obbligo del Governo di comunicare “a quali condizioni viene ceduta un’azienda pubblica, pagata con le tasse dei cittadini, e come si intende tutelare gli interessi del Paese“. Un’accusa precisa di mancanza di trasparenza nelle trattative, insomma.

Parole altrettanto dure dal Segretario della Cisl, Raffaele Bonanni, altrettanto pronto alla protesta. Parla di decisione grave, sbagliata e soprattutto “poco chiara. “Neppure in Cina succede che ci sia così poca chiarezza, non si conoscono i criteri, le modalità usate, non si conosce nulla, nulla è trasparente“. Anche il sindacato, così come la Lega, “è pronto a mobilitarsi”.

La Cgil è l’unica voce critica ma più soft. “E’ primario che Malpensa mantenga il suo ruolo internazionale“. A parlare è Susanna Camusso, Segretario regionale.

Unica voce fuori dal coro dei no, insieme all’Enac, è quella del sottosegretario verde Paolo Cento: Il rilancio e il risanamento di Alitalia è una grande questione nazionale su cui il governo è impegnato con decisione e responsabilità. E’ sbagliato farne una questione regionale o di campanilismo“. Con un occhio di riguardo al destino, incerto, dei posti di lavoro in gioco.

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