Roma in piazza: ieri Cobas, oggi Fiom – FOTO

di IsayStaff Commenta

Foto: AP/LaPresse

Lo sciopero dei Cobas a cui fa seguito la manifestazione della Fiom. Roma torna a ospitare il malcontento della società civile e dai 15 mila professionisti del contesto scolastico alle migliaia di aderenti a quello che viene considerato, sempre più, il sindacato intransigente e determinato gli anfratti capitolini hanno dato spazio alla protesta. A esternare la protesta nei confronti della riforma Gelmini, dietro uno striscione con la scritta “Riforme, tagli, precarietà: ci rubano il futuro, ci tolgono la dignita” hanno aderito al corteo anche diverse migliaia di studenti delle scuole superiori.

La Fiom Cigl, per la mattina di sabato, ha chiamato a raccolta i lavoratori in difesa dei diritti, della democrazia, della legalità, del lavoro e del contratto: una grande manifestazione nazionale con due cortei a sfilare per le vie della Capitale. Un corteo in partenza alle 14 da piazza della Repubblica e piazzale dei Partigiani per arrivare a piazza San Giovanni, lì interverranno il segretario generale della Fiom Cgil, Maurizio Landini e il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani. Numerose le adesioni: Anpi, Associazione Articolo 21, Popolo Viola, Precari della Scuola, Ricerca e Università, da Emergency a Un Ponte per, dall’Unione degli studenti a MicroMega, Sinistra e libertà, Federazione della sinistra, Italia dei valori e alcuni circoli del Pd.

Forti le preoccupazioni rispetto a eventuali incidenti: in tal senso, tuttavia, il governatore della Regione Lazio, Renata Polverini, si è detta certa del senso di responsabilità del sindacato: “Mi auguro, ma ne sono convinta, che la Fiom saprà manifestare con serenità. Credo che non succederà nulla. Per l’occasione ci sarà un dispiegamento di forze dell’ordine importante. E comunque il servizio d’ordine del sindacato da sempre è in grado di garantire ordine“. Interviene anche il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, per invocare una moderazione dei toni: “Perché il timore che il paese vada in una direzione di spirale di violenza è un fatto molto negativo”. Per mettere a punto le ultime linee strategiche, ieri c’è stato un vertice tra il titolare del Viminale, Roberto Maroni, e il segretario della Cgil, Guglielmo Epifani.

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