Università, protesta degli studenti e disordini davanti al Senato – FOTO

di Joel 1

Foto: AP/LaPresse

Continua la protesta degli studenti e degli insegnanti contro la riforma dell’ Università: a Roma, alcuni di loro hanno cercato di entrare a Palazzo Madama, sede del Senato, superando le barriere di sicurezza, ma le forze dell’ ordine li hanno respinti, chiudendo il portone. Una persona ha avuto un malore, mentre uno studente è stato fermato;le forze dell’ ordine si sono schierate in tenuta antisommossa, dopo che c’ è stato anche un lancio di uova e fumogeni al grido” Dimissioni.”
Altri studenti diretti verso Montecitorio hanno cercato di forzare un cordone delle forze dell’ ordine ma sono stati respinti con i manganelli, mentre veniva lanciato un petardo. Alcuni manifestanti sarebbero rimasti contusi durante gli scontri.

Davanti a Montecitorio, si è svolto invece un sit-in di protesta contro il ddl Gelmini, con slogan, striscioni, bandiere e palloncini della Flc Cgil. La protesta contro la riforma universitaria in discussione in Parlamento già va avanti da diversi giorni in numerose città d’ Italia, con l’ occupazione di scuole e facoltà, e studenti e ricercatori sui tetti.
” Il ddl Gelmini è una pietra tombale sull’ università italiana che si inserisce in un’ ottica generale di riforma della scuola basata su tagli e privatizzazioni. Noi studenti non possiamo permettere che si giochi sul nostro futuro” hanno dichiarato dalla Rete degli Studenti.


A Firenze, la protesta ha preso la forma di una lunga catena umana,  come un “flash mob”, che ha circondato, con un abbraccio simbolico, il rettorato dell’ Università. I circa 100 partecipanti sono stati anche ricevuti dal rettore, che ha detto: “Vi sono vicino e anche voi dovete essere vicini all’ università”.
Il mondo accademico è in subbuglio anche a Torino, Perugia, Palermo, Salerno e a Pisa, dove circa un migliaio di studenti ha occupato i cinque principali ponti sull’ Arno, mandando il traffico in tilt. Le proteste continueranno anche nei prossimi giorni, e il 27 novembre gli studenti scenderanno in piazza, in occasione della manifestazione nazionale della CGIL.

Le reazioni del mondo politico non si sono fatte attendere. Il presidente della Camera Gianfranco Fini ha inviato una nota al presidente del Senato Schifani, per “condannare con fermezza questo inaccettabile episodio di violenza e intolleranza” ed esprimere “auguri di pronta guarigione al funzionario coinvolto negli scontri”. Schifani, dal canto suo, ha parlato di “vile aggressione”, invitando ad “abbassare i toni” per evitare che si verifichino  “gesti non solo incivili ma anche forieri di eventi luttuosi”.
Per il ministro dell’ istruzione Gelmini, “gli studenti rischiano di difendere i baroni e i privilegi“, e alcuni di loro “vengono strumentalizzati da esponenti politici della sinistra che oggi hanno deciso di inscenare una sceneggiata sui tetti dell’ università”. Il riferimento è al segretario del Partito Democratico Bersani, che è salito sul tetto con i manifestanti della Facoltà di Architettura, a Roma, e ha definito il ddl Gelmini “un disastro omeopatico”.

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