Maggioranza battuta alla Camera. I finiani: “No alla fiducia” – FOTO

di Joel Commenta

Foto: AP/LaPresse

La maggioranza è stata battuta per due volte, oggi alla Camera, nel corso della votazione sull’ articolo 4 della ratifica delle modifiche al Trattato dell’ Unione Europea che assegna all’ Italia un seggio supplementare al Parlamento europeo.

Quando, infatti, l’ emendamento proposto dalla maggioranza era stato bocciato da una votazione a scrutinio segreto, il PDL aveva deciso di votare contro l’ intero articolo, ma i finiani di Futuro e Libertà hanno votato assieme al PD e all’ UDC, consentendo che l’ articolo passasse con 292 si, 250 no e un astenuto. La norma prevede che i seggi al Parlamento europeo passino da 72 a 73 e che il seggio supplementare venga assegnato all’ UDC.

La maggioranza, col suo emendamento, voleva che l’ assegnazione  del seggio venisse fatta con una diversa  redistribuzione del voto, in modo che venisse attribuito al PDL, e non all’ UDC, come previsto dall’ emendamento dell’ opposizione poi approvato.

Il voto di oggi ripropone la questione della tenuta del governo, al punto che il ministro dell’ Interno Maroni ha dichiarato: “Non so neanche se arriveremo a fare il decreto di fine anno” sul federalismo.

Intanto, i finiani, tramite il loro capogruppo alla Camera, Italo Bocchino, avvertono: “non ci sono le condizioni per cui noi possiamo votare in questo momento la fiducia al governo Berlusconi.”

A Bocchino ha replicato il coordinatore del PDL Ignazio La Russa, per il quale “loro (i finiani) chiedono le dimissioni di Berlusconi, le dimissioni non ci saranno, quindi le condizioni evidentemente non ci sono”.
Per il segretario del Partito Democratico Bersani, il governo, probabilmente, non avrà la fiducia,”ma anche se Berlusconi avesse un voto in più alla Camera, questo non significa governabilità.”, ha affermato. Il PD, continua Bersani, non teme le elezioni anticipate, ma è comunque necessario cambiare la legge elettorale, per avere “una fase nuova”.

Intanto, Alessandra Mussolini, del PDL, si è “riappacificata” con il suo partito e ha annunciato che voterà la fiducia, “grazie ai miei colleghi”. Tra la Mussolini e il ministro Mara Carfagna,ambedue campane, vi era stata nei giorni scorsi un’ aspra polemica, riguardante proprio la competenza sui termovalizzatori, che sarebbe poi sfociata in insulti personali (la Carfagna avrebbe definito la Mussolini “vajassa”) e nell’ accusa, rivolta al ministro dalla Mussolini, di voler “spaccare” ilPDL, creando un “asse” con il finiano (e anche lui campano) Italo Bocchino.

La Mussolini aveva minacciato di non votare la fiducia il 14 dicembre se Mara Carfagna non si fosse scusata. Quest’ ultima ancora non l’ ha fatto, ma l’ ex sottosegretario Cosentino, uno dei “big” del PDL in Campania e “rivale”, in quella zona, della Carfagna, ha espresso alla Mussolini la solidarietà dei parlamentari campani “per le volgari offese ricevute in questi giorni”. La Mussolini ha ringraziato l’ ex sottosegretario, dimessosi per le accuse di contiguità con la camorra, con un bacio sulle labbra, “un bacio di amore politico” ha detto scherzando.

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