Appalti del G8, la Camera salva Verdini. Inchiesta P4, si alle intercettazioni per Milanese

di Luca Fiorucci Commenta

 
Foto: AP/LaPresse

Oggi si è votato alla Camera sull’uso delle intercettazioni in due diverse inchieste che coinvolgono, però, in entrambi i casi esponenti del Pdl, ma il voto ha avuto due esiti differenti.
Infatti, per Denis Verdini, coordinatore Pdl coinvolto nell‘inchiesta sugli appalti per il G8 dell’Aquila e per la ricostruzione dopo il terremoto in Abruzzo, l’Aula di Montecitorio ha respinto l’autorizzazione all’uso delle intercettazioni, mentre ha autorizzato l’uso delle intercettazioni e l’apertura delle cassette di sicurezza di Marco Milanese, ex consigliere politico del ministro Tremonti, indagato nell’ambito dell’inchiesta sulla P4. Su Milanese pende anche una richiesta d’arresto che i deputati esamineranno il 19 settembre.
A favore di Verdini, e contro l’uso delle intercettazioni che lo riguarderebbero, ha votato l’intero Pdl, i responsabili ed anche la Lega, che si è quindi espressa diversamente rispetto al voto su Papa (per il quale aveva votato a favore dell’arresto). Anche sei deputati radicali eletti nel Pd si sono schierato con la maggioranza nel voto sul coordinatore Pdl.
Diversamente, a difesa di Milanese si sono espressi soltanto una trentina di deputati del Pdl e dei Responsabili.
Poco prima del voto, entrambi i deputati si sono rivolti ai loro colleghi della Camera: “Sono due anni che sono massacrato, che vengo travolto da questo tritacarne mediatico e giudiziario da cui voglio uscire velocemente” ha affermato Denis Verdini, chiedendo inoltre che il Parlamento faccia una legge sulle intercettazioni.

L’ex consigliere di Tremonti Marco Milanese, nel suo discorso, ha detto invece: “Sono innocente e le accuse contro di me sono false e ipocrite“, e si è rivolto direttamente al segretario del Pd Pierluigi Bersani, affermando: “Se volete essere i miei giudici dovete farlo con conoscenza, chiedete anche voi di indagare su chi mi calunnia con accuse false”.
Netto, invece, il giudizio del leader dell’Idv Antonio Di Pietro su quanto deciso oggi dalla Camera: “Fra un pò in Parlamento avremo solo delinquenti. E’ stato approvato un principio aberrante, vale a dire che tutti coloro che hanno una conoscenza abituale con un parlamentare non possono essere intercettati” ha affermato.
Milanese è indagato anche dai magistrati romani per una vicenda di tangenti. L’ex collaboratore di Tremonti avrebbe rivelato ai giudici di aver preso in affitto una casa nel centro di Roma e di averla messa a disposizione del ministro, in cambio di un contributo di mille euro a settimana.
Tremonti aveva detto di aver scelto di andare a stare in questa casa perchè si sentiva spiato, ma sulla vicenda è intervenuto oggi il direttore del Dipartimento informazioni e sicurezza Gianni De Gennaro, che davanti al Copasir ha spiegato che i servizi segreti non hanno informazioni e non sanno nulla di ciò.

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