Censura web e intercettazioni

di Angela Gennaro Commenta

In Italia via libera al ddl intercettazioni. E c’è chi fa notare che, nel testo, l’articolo 28, per i quali già si parla di censura ai blog. A lanciare l’allarme e il blog di Google Italia. Ecco cosa scrive Marco Pancini:

Che c’entrano i blog con le intercettazioni?
Siamo nuovamente di fronte ad un provvedimento legislativo che va ad impattare sul mezzo di comunicazione Internet, senza tenere conto della sua specificità.
Stiamo parlando del comma 28 dell’articolo 1 del disegno di legge a proposito delle “Norme in materia di intercettazioni telefoniche, telematiche e ambientali”, su cui il Governo ha posto ieri la questione di fiducia
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Continua Pancini:

Questa norma mira ad estendere anche ai “siti informatici” le procedure di rettifica delle informazioni ritenute non veritiere o lesive della reputazione dei soggetti coinvolti, finora applicate ai mezzi di informazione tradizionali”. In pratica un blogger amatoriale viene equiparato come responsabilità al direttore responsabile di un qualsiasi quotidiano nazionale…
L’utilizzo dell’espressione generica “siti informatici” è molto preoccupante, in quanto sembra comprendere sia tutti coloro che producono contenuti, siano essi operatori professionali (ad esempio, la testate giornalistiche online) o semplici utenti (ad esempio, i blogger amatoriali), sia le piattaforme che ospitano questi contenuti, come ad esempio i motori di ricerca, le piattaforme di contenuti creati dagli utenti come YouTube ed i social network come Facebook
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Nel frattempo, due giorni fa, la corte costituzionale francese ha deliberato che la Hadopi, l’alta autorità che dovrebbe staccare la connessione dopo tre avvertimenti a tutti coloro che fossero presi a scaricare file in modo illegale, non potrà mettere in atto questa sua facoltà repressiva. Lo riporta Le Monde. La Corte non ha dichiarato incostituzionale la legge nei suoi intendimenti, di protezione della proprietà intellettuale, ma predispone una revisione nelle modalità di repressione. Perché internet è un “diritto alla libertà di espressione”, e sanzionare coloro che trasgrediscono alle leggi non spetta ad una “autorità” ma alla giustizia.

In Italia, Hadopi aveva riscosso non poco successo bipartisan. In Italia, come si deduce, vige il caos. Un caos che parla di intercettazioni e censura internet. Un bavaglio alla rete lo metteranno ma non è quello denunciato dal frate cappuccino, che nessuno conosce, all’agenzia Agi, scrive Vittorio Zambardino. iIl bavaglio lo denuncia Guido Scorza, giurista e”advocate” di rete: col testo che passa oggi con la fiducia alla Camera, quello sulle intercetttazioni telefoniche, arriva anche per i “siti informatici” – e quindi in prospettiva per i blog – l’obbligo di rettifica entro 48 ore e in mancanza di tale adempimento una pesante pena pecuniaria. Il post di Scorza è questo.

Ora di questa misura si potrà discutere e si dovrebbe. Anche perché arriva nel quadro di un vero, pesante bavaglio di ricatto economico posto su tutta la stampa libera, come documenta Giuseppe D’Avanzo su Repubblica di oggi: sanzioni pecunarie gravissime sugli editori perché vigilino e censurino i giornalisti alle prese con le inchieste della magistratura.

Se volete leggere una simpatica storia da blogosfera di oggi… Se invece volete approfondire aspetti lecnico-legali di perplessità, interviene a questo punto nel dibattito – con tanti dubbi sulla richiesta rettifica – la giurista Elvira Berlingieri. Buona lettura.

Mentre il Presidente Napolitano dice che si riserva di leggere accuratamente il testo del ddl intercettazioni.

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