Intercettazioni? No, grazie

di Angela Gennaro Commenta



Questo a esemplificativa presenza. Era in quel di Santa Margherita Ligure che tornò in auge quella parola. Davanti alla platea di imprenditori, davanti al proprio pubblico naturale? Ecco il punto, annunciato da tempo, esplicitato oggi: il divieto di ordinare ed eseguire intercettazioni, anche nell’ambito di indagini giudiziarie.


Ah, no. Poi Silvio Berlusconi ha la bontà d’animo di specificare che verranno escluse dal provvedimento solo le inchieste che riguardano la criminalità organizzata, la mafia, la camorra e il terrorismo. C’è un libro, ora anche un film, che probabilmente dal tanto parlare che se ne è fatto dalla nascita ad oggi, passando – verrebbe, forse, da chiedersi: purtroppo? – anche per Cannes, che su quelle intercettazioni (quelle ESCLUSE dal provvedimento) si basa: è Gomorra. Che cita e richiama a ritmo di musica le intercettazioni della Direzione Distrettuale Antimafia. Temo per loro, libro, film e autore, il boomerang della popolarità e del circuito. Ma quella è un’altra storia. QUESTA storia, quella di oggi, parla di intercettazioni. E intercettazioni NON siano.

Eventuali trasgressioni:

Saranno previsti cinque anni di carcere per chi le eseguirà e chi le propagherà

Se è proibito, prevederà una sanzione. Nell’ordinamento giuridico italiano – e a ragione, dato il carattere amplificatorio – la diffamazione è aggravata dall’eventuale mezzo – vedi a mezzo stampa. E’ esattamente la stessa logica che porta Silvio ad aggiungere la previsione normativa di

una forte penalizzazione economica per gli editori che le pubblicano


Una signora stretta, insomma. Potrebbe diventare il tormentone dell’estate. E lì, tutto sta a capire da cosa questo tormentone deve distrarre il popolo. Oppure il destino è un altro, e la macchina si sta muovendo in un altro senso. Forse no. Forse dall’estate il tormentone verrà ingoiato. Quale la volontà delle forze oscure?


Vale la pena ricordare che se il diritto fosse stato, ad oggi, quello prospettato oggi da Berlusconi, e che il suo Esecutivo si preoccuperà di mettere in atto, ci saremmo mediaticamente persi:


Calciopoli


Vallettopoli


Le intercettazioni con il nostro deposto sovrano come attivo protagonista, Vittorio Emanuele di Savoia


Il caso Fazio


Questo e’ un eccesso, occorre porvi rimedio, tutelando la privacy dei cittadini, senza debilitare la forza delle indagini

Angelino Alfano, della Giustizia Ministro, spiega che siccome costituiscono il 33% delle spese della Giustizia dello Stato Italiano, vanno tagliate, queste intercettazioni. Nessuno ci spiega però se, e quanto, a quella stessa Giustizia fanno risparmiare.


E la faccenda della stampa? Cosa vorrà dire, in termini pratici, per il giornalista? La Repubblica ha basato alcuni dei suoi più o meno defeinibili scoop proprio sulle intercettazioni. Vedi il dialogo tra Berlusconi e Saccà, di cui naturalmente si parla ben poco e che comunque è andato a finire a pizza e fichi. Ciceri e tria. Tarallucci e vino.


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