Roma, guerriglia urbana – FOTO di un disastro

di Joel Commenta

Foto: AP/LaPresse

E’ stata una giornata di altissima tensione nella capitale, culminata in un pomeriggio di ordinaria follia, dopo che, poco prima delle 14, si è sparsa la notizia che il governo non è stato sfiduciato . Le proteste studentesche dei giorni scorsi contro il ddl Gelmini si sono intrecciate con una protesta contro il governo Berlusconi, che è degenerata in numerosi incidenti quando si è saputo che il premier aveva retto.
Inizialmente i cortei erano due, uno degli studenti e uno organizzato da Fiom, Sinistra extraparlamentare e centri sociali, ma poi si sono fusi in uno solo.

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A mezzogiorno, la tensione è altissima, il centro storico blindato, e l’ atmosfera è di una calma irreale. Nei pressi dei Fori Imperiali, alcuni manifestanti lanciano petardi e accendono fumogeni, mentre un’ altra parte del corteo è arrivata nei pressi del Campidoglio, presidiato dalle forze dell’ordine in assetto antisommossa.

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La situazione inizia a degenerare man mano che ci si avvicina ai palazzi del potere, in particolare tra via delle Botteghe Oscure e via del Plebiscito, dove si trova Palazzo Grazioli, residenza del premier. Vengono lanciati petardi, fumogeni, bastoni e sampietrini verso i blindati dei carabinieri, e un ragazzo resta ferito. I negozi della zona, intanto, hanno serrato le saracinesche. Un gruppo di manifestanti a volto coperto ha lanciato alcuni sacchetti di letame, in via degli Astalli, dietro Palazzo Grazioli.A corso Rinascimento, i manifestanti lanciano anche sedie e tavoli presi dai bar della zona contro le forze dell’ ordine, che rispondono con lacrimogeni e piccole cariche.


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Alcuni di loro riescono ad arrivare davanti alla Camera, e lanciano petardi e oggetti vari contro i due sbarramenti delle forze dell’ ordine in assetto antisommossa. Alle 13.50 si sparge la voce che il governo è stato sfiduciato, ed esplode la gioia, ma, quando si apprende che, in realtà, la mozione di sfiducia non è passata, questa si trasfoma in rabbia.Il corteo inizialmente si disperde in altre vie, come Corso Vittorio Emanuele, mentre alcuni si dirigevano verso l’ Ara Pacis, passando per il Lungotevere, ed altri verso piazza del Popolo, lungo via del Corso, dove sono state assaltate delle camionette della Guardia di Finanza.

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Altri manifestanti raggiungono Montecitorio, ma vengono dispersi dalla polizia. La sede della Camera e quella del governo sono blindate. Ma gli scontri si sono ormai spostati verso piazza del Popolo, dove un centinaio di “black block” lanciano pietre dalla terrazza del Pincio, a piazzale Flaminio, dove vi sono cariche delle forze dell’ ordine, sul Muro Torto e a villa Borghese. Nei pressi di piazza del Popolo, devono intervenire anche i vigili del fuoco per spegnere veicoli dati alle fiamme.

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Disordini si sono verificati anche nel quartiere Prati: a via Ulpiano, viene assaltata la sede della Protezione Civile, ma non dovrebbe esserci nessun ferito.
Poco dopo le 16, il sindaco Alemanno si reca a piazza del Popolo, dove viene fischiato. Verso le 17, la situazione sembra tornare tranquilla: ma  un primo bilancio  parla di sei veicoli ed una quindicina di cassonetti incendiati e due finanzieri lievemente feriti.

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