I due Presidenti

di Angela Gennaro Commenta



E’ il giorno della verità, o quasi. Oggi all’attacco i grandi partiti, ricevuti alla Corte di Marini per brancolare tra gli spiragli. Verranno ricevuti Gianfranco Fini, Silvio Berlusconi (ha confermato, nonostante il lutto) e Walter Veltroni. Nel pomeriggio sarà la volta dei tre ex presidenti Cossiga, Scalfaro e Ciampi. E poi stop. Pace, fine. Tra stasera e domani mattina Franco Marini dovrà salire al Quirinale.


L’esito delle consultazioni dello spiraglio è quasi certamente senza spiraglio. Il centrodestra non si è schiodato dalle sue posizioni. Il no è rimasto no. Il governo per fare la riforma elettorale non s’ha da fare e a Marini non resta molto probabilmente che desistere. Non ci sarebbero le condizioni per continuare.


A decidere, però, nel centrodestra, che gli alleati lo ammettano e vogliano o meno, è il Silvio. E Marini lo vuole ascoltare assai attentamente. Anche perchè, e non se ne capisce in realtà la recondita ragione, Marini pare ancora ottimista.

La svolta, nella crisi, è arrivata: se Marini dovesse fallire (e non soi capisce perchè continuare ad utilizzare le forme ipotetiche) Napolitano potrebbe sciogliere il Parlamento già intorno a mercoledì, e indire le elezioni di primavera, tanto agognate dal centrosinistra.


Ieri l’altro Presidente, quello della Camera, il saggio e pacato uomo col sigaro alla Fidel Castro, il Fausto Bertinotti de noantri, dichiarò: Il passaggio da Marini ad un altro sarebbe del tutto improprio. O la legge elettorale o le elezioni, questo è il bivio. Allineato al sentire di praticamente tutti i leader di partito. Solo che le sue esternazioni cambiano, se le si legge a seconda dell’identità che il suddetto assume. Da Presidente della Camera potrebbe essere letta come un improprio indirizzamento delle mosse di Napolitano. Da capo di Rifondazione, invece, cambia: non tiriamola per le lunghe, voce del popolo.


Nel mentre, Fini e Berlusconi hanno ribadito la loro ferma posizione per il voto. E nonostante Veltroni siu ostini a chiamarla occasione perduta, è il caso di rispolverare le schede elettorali. Aprile è molto vicino.


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