Marini e gli spiragli


Marini


Non si capisce se a muoverlo sia la disperazione oppure una consapevolezza atavica. Concluse le odierne consultazioni, Franco Marini si pronuncia. E parla della presenza di uno spiraglio ancora aperto per la formazione del nuovo governo. Dove? Come? Quando?


Sembra sereno. Naturale, se fosse chiuso starei in vacanza, invece devo lavorare fino a lunedì. Il ragionamento non fa, in effetti, una piega. Io passerò il week-end a riflettere, voi a divertirvi. Gli elementi per la valutazione conclusiva li darò lunedì. Queste le parole del Presidente del Senato ai giornalisti.


Il bilancio della giornata vede tutti gli interlocutori che hanno concordato all’unanimità sulla necessità di un cambiamento della legge elettorale. Almeno quello.

Il presidente di Confindustria, Luca Cordero di Montezemolo, stima sinceramente, probabilmente, Marini e i suoi tentativi. Che la faccenda si svolga su tempi strettissimi lo sa anche lui. Se non ci sono le condizioni, per lunedì o martedì, non perdiamo tempo. Auspichiamo fin da ora che chi vincerà elezioni guardi alla prossima legislatura come costituente. Se per lunedì o martedì non dovessero esserci le condizioni non bisogna perdere tempo: si facciano le elezioni il giorno dopo. La necessità di una soluzione del genere, sottolinea il numero uno di Confindustria, è di tutto il Paese.


Però Montezemolo, tra un attestato di stima e l’altro, ha anche ricordato che non ci sono, honestly, le condizioni politiche per arrivare a una riforma della legge elettorale e quindi ad un governo che le possa attuare. Nobilmente ha sottolineato: Il nostro discorso è per il bene comune del Paese sia che ci siano le condizioni politiche sia che non ci siano come noi crediamo. Pacifico ed amaro. Soprattutto sulle imprese della politica nostrana. La classe politica italiana ha dato in questi ultimi mesi un pessimo esempio. Tra sputi, prosciutti voracemente consumati e champagne a profusione, c’è poco da contestargli. Montezemolo è un po’ più istituzionale nel suo elencare i pessimi esempi: non essersi riusciti ad accordare con la legge elettorale consentendo, ad esempio, ai cittadini chi scegliere per il Parlamento.


Franco Marini ha incontrato oggi anche i sindacati. Riforma elettorale più rispettosa per poi andare al voto. Pèarola di Cgil e di Guglielmo Epifani. Il Paese ha problemi che non possono aspettare” citando in particolare il problema dei redditi dei lavoratori e dei pensionati, i decreti attuativi delle leggi approvate e sei decreti delegati che se il Parlamento si dovesse sciogliere scadrebbero. Una to do list di un certo peso, insomma.


Luigi Angeletti, per la Uil, ha detto l’esigenza più importante è la riduzione delle tasse sui salari. Il segretario generale della Cisl Raffaele Bonanni è più reattivo. Abbiamo incoraggiato il presidente Marini a trovare una soluzione, ai problemi del Paese e a darsi delle riforme istituzionali, a cominciare dalla legge elettorale. Bisogna insomma dare risposte alle persone che fanno fatica nella vita ordinaria, per assicurare loro una vita decorosa. Le tasse ci schiacciano, i redditi non bastano. Poi bisogna risolvere anche un bipolarismo aspro che sta diventando un problema per il Paese. E se schiacciano lui.

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