Tadic Rulez!

di Paolo Riva Commenta

Domina. E a sopresa. E’incredibile il risultato uscito dalle presidenziali in Serbia tenutesi questo week-end. Il filo europeista Boris Tadic è riuscito alla fine a spuntarla. Una vittoria che ha appunto del sorprendente per 2 motivi sostanziali.

In primo luogo, l’affluenza è stata da record. Questo significa che il risultato del voto si avvicina di molto all’effettivo pensiero di tutti i cittadini serbi. Non che di solito non sia così ma con un affluenza del 50% degli aventi diritto voto, possiamo dire che sappiamo come la pensa metà della popolazione. E l’altra metà cosa penserà? Comunque, a questa chiamata elettorale, hanno risposto il 67% degli elettori. Un dato record per la Serbia, che mostra quanto il senso civico dei cittadini sia sviluppato e quanta sia la voglia di partecipare al futuro del paese.

In secondo luogo, ha del sorprendente il recupero di Tadic. Al primo turno infatti le cose non andavano proprio bene. Il distacco dal suo rivale nazionalista Tomislav Nikolic era esorbitante (39,99% contro il 35,39%). 4 punti e mezzo da recuperare. Un infinità. Eppure il popolo ha voluto l’Europa agli scenari che vedevano la Serbia pronta a legarsi con la Russia e a rimanere nel suo stato di indipendenza.

Una vittoria importante non solo per il paese, ma anche per tutto lo scenario europeo, che in pochissimi giorni, almeno a quanto era stato detto, potrebbe subire un’ulteriore modifica. Qualche giorno fa, infatti, la UE stava organizzando degli speciali documenti che, in caso di vittoria di Tadic, avrebbero permesso al paese di superare le numerose trafile burocratiche ed entrare in Europa. Una scelta, questa, condivisa da molti ma non da tutti, con Olanda e Belgio a fare spallucce per quanto riguarda il “genocidio di Sebrenica”.

Un passato, quello di Sebrenica per la Serbia, che ricorda molto la situazione che si creò al momento dell’ingresso della Slovenia nella UE. I rapporti tesi con l’Italia, per alcuni fatti del passato, facevano temere il peggio. Fortunatamente, la diplomazia e il coraggio di affermare i propri sbagli e di chiudere un occhio su errori passati hanno fatto il resto.

E anche in questo caso non possiamo che augurarci questo. Con la speranza che Tadic possa giudare con onestà e giustezza il paese nei prossimi anni. In bocca al lupo.

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