Odinga vince!

di Paolo Riva 1

E’quasi una certezza ormai. Con più del 75% delle sezioni scrutinato, il leader dell’opposizione del governo keniano Raila Odinga è in vantaggio rispetto al presidente uscente Mwai Kibaki. Il risultato, seppur provvisorio, sembra decisamente incolmabile: 49,47% per Odinga, 45,35% per Kibaki.

Una vittoria di grande importanza, quella di Odinga, per diverse ragioni.

Prima di tutto si tratterebbe del primo avvicendamento alla sedia della presidenza avvenuta tramite elezioni (le precedenti sono avvenute per morte del premier e per l’istituzione di norme costituzionali). Delle elezioni che il popolo keniano ha sentito proprie con una grandissima affluenza alle urne, segno che la popolazione vuole prima di tutto sentirsi partecipe della vita del paese.

In secondo per la divisione del potere che porterà questa elezione. In Kenya la popolazione è divisa in tribù. Il presidente uscente Mwai Kibaki faceva parte della tribù dei Kikuyo, la più rappresentata del paese, che attualmente deteneva anche il maggior potere. La salita al potere di Odinga, che invece fa parte dei Luo, la terza tribù del paese. Questo avvicendamento fa temere che vi possano essere ripercussioni o scontri.

Violenze, che in realtà, stanno già colpendo il paese a causa di alcuni sospetti di broglio elettorale. Infatti, nonostante lo scrutinio sia iniziato giovedì, non si sono ancora annunciati i risultati ufficiali (soprattutto in vaste aree a favore di Kibaki) portando la popolazione a sospettare che in quei distretti, qualcosa di poco regolare stesse accadendo. La situazione sembra stia degenerando con sparatorie e posti di blocco improvvisati sulle strade.

Una situazione di violenza che sembra aver portato anche alla morte di una persona, anche se non è ancora stato confermato nulla. Al contrario i dimostranti hanno fatto sentire la propria voce e hanno spiegato il motivo della protesta:

Stiamo dimostrando contro i ritardi nell’annuncio dei risultati elettorali. Ci vediamo dietro un piano da parte del governo per delegittimare il voto. Non lo accetteremo.

Non ci resta che aspettare con calma, con la speranza che anche i dimostranti lo facciano al più presto.

Commenti (1)

Lascia un commento