Kenya: Dialogo tra tutti, tranne che tra Kibaki e Odinga

di Paolo Riva Commenta

Sono ormai 15 giorni che il Kenya sta vivendo giorni di terrore, a causa della crisi creatasi al termine delle elezioni presidenziali e i suoi contestatissimi voti. Personalità da tutto il mondo stanno cercando di intervenire per placare gli animi che sembrano non volersi raffreddare, anzi danno l’impressione di continuare a scaldarsi.

Dopo gli interventi di John Kufour prima e di Kofi Annan poi, ora è arrivato il momento di Ban Ki-Moon, segretario generale dell’ONU. Il messaggio di Ki-Moon è chiaro e semplice:

Ho invitato i leader politici keniani a trovare con urgenza e attraverso il dialogo una soluzione accettabile per risolvere la crisi politica e perché il paese ritrovi il cammino della pace e della democrazia. Inoltre ho lanciato un appello perchè i dirigenti keniani, il governo come l’opposizione, evitino misure o azioni suscettibili di compromettere la ricerca di una soluzione amichevole della crisi nel paese.


Nemmeno un paio di giorni fa avevamo visto il “fallimento” di John Kufuor e l’entrata nei giochi diplomatici da parte di Kofi Annan. Quest’ultimo ha deciso di rendere le sue parole realtà creando un comitato di personalità di spicco del mondo africano. Al fianco di Annan in questa sfida troviamo la moglie dell’ex presidente sudafricano Nelson Mandela, Graca Machel, e l’ex presidente della Tanzania, Benjamin Nkapa.

Fortunatamente la situazione non sta colpendo gli animi dei soli “comitati internazionali”, ma ha anche sensibilizzato notevolmente i media nazionali (del Kenya). Il Daily Nation oggi ha pubblicato un editoriale di grande importanza a riguardo:

In nome delle vittime e delle distruzioni che hanno afflitto il nostro Paese, entrambe le parti dovrebbero fermarsi un attimo e considerare se vogliono rendersi responsabili per una serie di eventi che potrebbero far affondare il Paese. Chiunque pensi che il governo debba solo stare a guardare in attesa che la situazione si calmi resterà deluso.

Tutti sembrano volere la calma, tranne i due litiganti. Ad alimentare la miccia della discordia ci ha già pensato Raila Odinga, che ha indetto per la giornata di mercoledì, una manifestazione popolare contro il governo in 30 tra città e grandi villaggi.

Avere dei mediatori è tanto inutile se poi le parti non si ha intenzione di parlarsi, ma ancor di più di ascoltarsi.

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