2009, un anno in Politica Live – Secondo tempo

di Angela Gennaro Commenta

Febbraio 2009 è il mese in cui una ragazza, un volto e due occhi che ci guardano attraverso una, tante, troppe foto di una vita passata e lontana, ha scosso le coscienze di questi italiani sopiti. Eluana Englaro e suo padre, Beppe Englaro. Qui trovate la sua – la loro – storia. Un padre che per alcuni è un assassino, mentre per altri è solo una persona coraggiosa. Un padre che ha affrontato il dramma di una figlia, e che ha voluto farlo non di nascosto – come probabilmente accade assai più spesso e ben al di là dell’immaginazione comune. Ma chiedendo alla legge, e ottenendone la possibilità.

Sul corpo di Eluana – e mai lo si sottolineerà abbastanza – si è giocata una partita nazionale che è andata ben al di là della storia privata e tragica della famiglia Englaro. La vita e la morte, il bio-testamento, dell’alimentazione artificiale. Della religione e della morale.

Eluana è morta e l’Italia non ha ancora risolto il “problema” – l’enorme interrogativo – che la sua vicenda ha rappresentato senza che lei neppure lo sapesse. E chissà se lo risolverà nel 2010.

Scontri e strappi istituzionali, decreti legge, ministri contro sentenze, giudici contro altri giudici. Il 7 febbraio 2009 il governo di Silvio Berlusconi emana un decreto legge (“per ragioni di necessità e di urgenza”) per bloccare la sospensione dell’alimentazione forzata della ragazza. Decreto che non viene poi promulgato dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Il 9 febbraio, Eluana Englaro muore. Le polemiche si trascineranno ancora per giorni, fino a quando, non pressati da un corpo che li guarda, gli italiani, i loro politici e i loro media non decideranno di procrastinare nuovamente la questione, fino al prossimo avvenimento scatenante.

Il febbraio italiano ha visto altri avvenimenti importanti. Il 3, infatti, il Parlamento approva la legge per i risarcimenti alla Libia. E comincia la crisi senza ritorno del Partito Democratico: Ugo Cappellacci, centrodestra, esce vincitore dalle elezioni regionali in Sardegna. Una vittoria cruciale, che aprirà il baratro all’interno del Pd: Walter Veltroni si dimette il 18 febbraio, lo sostituisce il suo vice, Dario Franceschini.

Il giorno prima David Mills, l’avvocato inglese accusato di corruzione, viene condannato a quattro anni e sei mesi. “Fu corrotto dalla Fininvest”. La posizione del premier Silvio Berlusconi era stata stralciata in ragione del lodo Alfano (poi dichiarato incostituzionale, ma questa è un’altra puntata).

Il 24 febbraio Berlusconi firma con il presidente francese Sarkozy un accordo per la costruzione in Italia, nei prossimi dieci anni, di quattro centrali nucleari di terza generazione.

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