2009, un anno in Politica Live – Primo tempo

di Angela Gennaro Commenta

Come già per il 2008, con primo e secondo tempo, anche quest’anno è ormai giunto il tempo dei consuntivi. Sta terminando, questo 2009 nero. L’anno della crisi, di Alitalia, di Eluana, dell’aggressione a Silvio Berlusconi e della caduta del pontefice Benedetto XVI. Con molto altro in mezzo.

Ma vediamo questo 2009 per date salienti, in una serie di post che vi accompagneranno nel salutare e nel ricordare il 2009, e nell’accogliere al meglio il 2010 ormai alle porte.

Era il 7 gennaio del 2009, e la Russia chiudeva la fornitura di gas al continente europeo attraverso l’Ucraina, per un contenzioso aperto con quest’ultima.

Era il 13 gennaio 2009. Nel caos più totale, è la data per la nuova Alitalia. Tra manifestazioni, scioperi, voli cancellati e in ritardo. Caos, si diceva, a Linate, Malpensa e Fiumicino a Roma. Alla presidenza Roberto Colaninno, mentre Rocco Sabelli è l’amministratore delegato. Da allora, l’Alitalia è rimasta in movimento, portandoo a casa dei risultati, come l’aumento del coefficiente di puntualità, maggiore all’80%, e di riempimento degli aerei, pari al 74%. La vita non è però facile, per la “nuova Alitalia”. C’è la concorrenza delle Ferrovie dello Stato, che, soprattutto con l’Alta velocità Roma-Milano – e viceversa – ha certamente dato un duro colpo a una tratta importante e trafficata, business e consumer. La principale in Italia. E c’è la concorrenza delle low cost e delle altre compagnie aeree.

Era il 20 gennaio, un martedì. E Barack Obama giura, a Washington, come quarantaquattresimo presidente degli Stati Uniti d’America. E’ il primo presidente afroamericano. Qui troverete il testo integrale del discorso di insediamento di Obama, Washington, 20 gennaio 2009.

E in Italia? Tutto tranquillo? Affatto. Le polemiche cominciano col nuovo anno, in perfetto stile italiano: il Quirinale rimanda indietro al mittente le accuse di Antonio Di Pietro a Giorgio Napolitano nell’ambito di una manifestazione a Roma, a piazza Farnese. Qui le parole di Di Pietro, che criticava i presunti “silenzi” del Colle sulla mafia. Parole definite dal Quirinale come “offensive”.

A domani per la prossima puntata.

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