2008, un anno in Politica Live – Secondo tempo

di Angela Gennaro 2



2008, anno bisestile. Parte seconda. La prima ci aveva lasciato con Barack Obama sfidante, per i Democrats, nella corsa alla Casa Bianca. Luglio è un mese intenso: il primo luglio la Francia assume la presidenza di turno dell’Unione europea, e il giorno dopo, dopo più di 6 anni di prigionia, viene liberata la giornalista e politica francocolombiana Ingrid Betancourt, dal 2002 in Colombia prigioniera della FARC.

Sulla Betancourt, sulla sua prigionia, sulla drammaticità molto è stato detto, scritto, fatto. Non tutte le voci erano d’accordo sull’assegnarle il Nobel per la Pace. Lei, certo, se lo aspettava: alla fine è andato al finlandese Martti Ahtisaari.



Dal 15 al 20 luglio, a Sydney si tiene la XXIII Giornata Mondiale della Gioventù. Benedetto XVI avrà modo di concludere l’anno specificando il senso di queste giornate – perché lui non è certo una rockstar.



[Credit: Jordan Pouille and Lei Yang] L’otto-otto-duemilaotto comincia la ventinovesima edizione dei Giochi Olimpici. In Cina: la strada della fiaccola non è mai stata così tortuosa. Sempre l’otto-otto-duemilaotto, con l’occupazione dell’Ossezia del Sud da parte della Georgia e la conseguente reazione della Russia, comincia un’altra guerra: la seconda guerra in Ossezia del Sud.


La crisi assume una forma reale. Il 15 settembre fallisce la banca Lehman Brothers, portando con sé un’ondata di perdite nelle Borse di tutto il mondo e portando a tragico apice la crisi dei mutui subprime. L’indice Dow Jones ha chiuso in ribasso di 500 punti: si è trattato della più grande caduta da quella che era seguita agli attacchi dell’11 settembre 2001.


In Italia, il 28 settembre a Castelvolturno 6 immigrati africani e un italiano vengono trucidati per mano della camorra. Scoppia la rivolta di immigrati nel paese.


Ottobre, in Italia, è il mese dell’Onda per la scuola: dal 17 ottobre cominciano le proteste nelle università e nelle scuole di tutta Italia contro il Decreto Gelmini e la legge 133. Una protesta che vedrà nuovi momenti topici a metà novembre. Meno bene va la protesta dell’opposizione, in piazza il 25 ottobre con alterni risultati – dipende da che punto di vista si vogliano guardare i numeri.


L’Onda non si rivelerà, invece, un esclusivo moto dell’animo italico: in Grecia, si tingerà di sangue.





A Novembre, il mondo cambia (o, quanto meno, dà vita ad una sorta di miracolo possibile). Yes, we can. La notte del 4 Novembre il Senatore Barack Obama è eletto 44° Presidente degli Stati Uniti d’America, il primo afroamericano nella storia. Il suo discorso viene subito confrontato con il celeberrimo I have a dream di Martin Luther King. Il Presidente di Internet, hanno detto: Silvio Berlusconi, con la sua proverbiale parlantina, lo ricorderà così di fronte a quel burlone di Medvedev: giovane, bello e abbronzato. Tanto per non dimenticare, noi, che, insomma, siamo pur sempre in Italia.



In Italia, qualcosa si è rotto: si scatena una vera e propria guerra morale sul corpo da 16 anni immobile di Eluana Englaro. Il 13 novembre, la Corte di Cassazione italiana autorizza la sospensione degli alimenti a Eluana Englaro. Una sentenza storica. Alcuni, quel giorno, hanno messo di fronte allo specchio le due sentenze che hanno posto fine a due lunghe, lunghissime storie all’italiana: Eluana e la sentenza sul Caso Diaz. Genova-Eluana 1 a 1? Stato di diritto sì, Stato di diritto no, hanno detto.



Dicembre, dietro l’angolo. Un mese di maltempo, un mese di freddo. Il Tevere a livelli storici (quasi una psicosi in salsa politica, a un certo punto), e la neve in Valle d’Aosta ai 2 metri ha portato la CGIL a sospendere lo sciopero generale per i mezzi a Venezia e Roma il primo del mese. A Roma, un turista irlandese cade nel fiume in piena. Il suo cadavere sarà ritrovato solo molti giorni dopo.


Dicembre è anche il mese nero del Partito Democratico: questione morale e sgretolamento. Il 17 dicembre scoppia lo scandalo appalti a Napoli: due assessori arrestati, coinvolti anche Italo Bocchino del Pdl e Renzo Lusetti del PD.


Il 27 dicembre comincia il buio: raid d’Israele nella Striscia di Gaza, terminata la tregua con Hamas, uccide più di 270 persone (secondo fonti mediche. Secondo i palestinesi sarebbero quasi il doppio). Truppe di terra al confine: dalla Casa Bianca (timidamente) al Vaticano, la comunità internazionale e i leader di tutto il mondo hanno condannato il riesplodere della violenza in Medio Oriente, chiedendo l’immediato cessate-il-fuoco.


Che la pace cominci, in questo 2009 appena nato.


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