Italiani rapiti in Mauritania, Al Qaeda: “Risposta ai crimini in Afghanistan e Iraq”

di D. Spagnoletto Commenta

 2 turisti italiani sono stati rapiti in Mauritania. La notizia è stata riportata dalla tv satellitare “Al Arabiya”, la quale ha diffuso un messaggio audio del 27 dicembre, attributo a Salah Abu Mohamed, il portavoce del gruppo Al Qaeda nel Maghreb islamico, che ha rivendicato il rapimento dei due italiani. “Il rapimento – si dice nel messaggio – è avvenuto in risposta ai crimini compiuti dal governo italiano in Afghanistan e Iraq”. I due italiani rapiti si chiamano Sergio Cicala, 65 anni e la moglie Filomen Kabouree, originaria del Burkina Faso, 39 anni. Era più di una settimana che non si aveva notizia della coppia, che era in vacanza nel sud della Mauritania. I sequestratori hanno agito sulla strada che da Kobeny porta al Mali. Il mezzo di trasporto su cui viaggiavano i due italiani è stato ritrovato abbandonato e crivellato di proiettili vicino al confine con il Mali. Sergio e Filomen vivono a Carini, in provincia di Palermo e stavano raggiungendo la famiglia della donna. “Dopo questa rivendicazione di Al Qaeda, posso solo dire che la vicenda dei coniuigi Cicala si complica sempre di più”. L’ha detto all’ADNKRONOS, Gaetano La Fata il sindaco di Carini. Il primo cittadino del paese siciliano ha proseguito:

Mi auguro che si seguano tutte le strade per arrivare alla liberazione di Sergio e della moglie che non c’entrano assolutamente nulla con quello che stanno vivendo loro malgrado. Forse viaggiando attraverso la Mauritania non si sono resi conto del grave pericolo che stavano correndo.

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