Governo: Berlusconi IV. Our time is running out. La carica dei 21

di Angela Gennaro 4



Ore 19.50. Mara Carfagna – all’anagrafe Maria Rosaria Carfagna – (Salerno, 18 dicembre 1975) diventa Ministro della Repubblica Italiana. Chi è Mara Carfagna? Una politica e showgirl italiana, parlamentare di Forza Italia e attuale titolare del Ministero senza portofoglio per le Pari Opportunità. Il sito del suddetto ministero non è ancora, giustamente, stato modificato. Quindi possiamo leggere della sua predecessora, Barbara Pollastrini.

Ho sempre vissuto a Milano, a parte brevi parentesi di studio trascorse a Parigi e un lungo pendolarismo con Roma, città che da qualche anno ospita buona parte del mio impegno politico e parlamentare. Come tanti della mia generazione ho scoperto la politica nel ’68, soprattutto all’università. Nel mio caso la Bocconi dove mi sono laureata con una tesi su Charles Fourier. Era quella la stagione del movimento studentesco, e da lì a poco del movimento delle donne. Ne scaturì una miscela particolare di studio, passione politica e civile che ho sempre conservato tra i ricordi più cari e che è rimasta parte della mia identità

Eccetera eccetera, scrive l’uscita Pollastrini. Leggetevelo – sperando che il link si conservi – e guardatevi la foto. Ma torniamo a Mara.

Da Wikipedia:

Dopo aver studiato recitazione e pianoforte, nel 1997 ha partecipato al concorso di Miss Italia piazzandosi al sesto posto. Dal 2000 al 2006 ha partecipato al programma televisivo La domenica del villaggio condotto da Davide Mengacci, in qualità di valletta. Nel 2001 si laurea in Giurisprudenza. Nel 2006 ha condotto il programma Piazza grande insieme a Giancarlo Magalli.[3] Inoltre, ha fatto parte del cast dei programmi televisivi I cervelloni, Vota la voce e Domenica In.[4] Nel 2007 ha partecipato con un cameo alla fortunata serie tv italiana Boris, impersonando il ruolo della cuoca Matilde, lavoro da lei realmente svolto in passato

Ha un blog, un sito ufficiale. Laureata in Giurisprudenza, appunto, presso l’Università di Fisciano (SA) con una tesi in Diritto dell’informazione e sistema radiotelevisivo.



Decidete voi come ricordarla.


Buonasera, ecco la formazione del governo, Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, Sottosegretario alla Presidenza onorevole Gianni Letta …

Il Premier sta uscendo dal pectore. Dopo quasi un’ora di colloquio nella Studio della Vetrata con il Presidente della Repubblica, Silvio Berlusconi esce dal confronto non solo avendo già accettato l’incarico senza riserva ma avendo già tra le mani la lista dei ministri approvata. Come dire, andiamo al dunque e non ci perdiamo in prassi e formalità non efficaci.


La lista? Voilà.


Ministri con portafoglio:


Esteri: Franco Frattini;


Interno: Roberto Maroni;


Giustizia: Angelino Alfano;


Economia Giulio Tremonti;


Difesa: Ignazio La Russa;


Sviluppo economico: Claudio Scajola;


Pubblica istruzione: Maria Stella Gelmini;


Politiche agricole: Luca Zaia;


Ambiente: Stefania Prestigiacomo;


Infrastrutture: Altero Matteoli;


Welfare: Maurizio Sacconi;


Beni culturali: Sandro Bondi.


Poi. Ministri senza portafoglio.


Riforme: Umberto Bossi;


Semplificazione: Roberto Calderoli;


Attuazione Programma: Gianfranco Rotondi;


Politiche Comunitarie: Andrea Ronchi;


Pari Opportunità: Mara Carfagna;


Affari regionali: Raffaele Fitto;


Politiche giovanili: Giorgia Meloni;


Rapporti con parlamento: Elio Vito;


Innovazione: Renato Brunetta.


Domani pomeriggio il GIURAMENTO. Entro 48 ore, Veltroni ha detto che annuncia i suoi, di nomi, quello del suo Governo Ombra.


Svelato dunque il mistero dell’incarico a Roberto Calderoli: ruolo brand new, inedito nella storia della Repubblica, quello di ministro della Semplificazione. Una vignetta di oggi, se non erro di Altan? In sintesi, lo hanno messo alla delegificazione onde evitare faccia danni nella legificazione. Eppur delicato, il compito: semplificare la burocrazia e il sistema delle leggi italiane, 120 mila tra norme e regolamenti. Nessuno, in Europa, ha una situazione tale.


21 ministri. Le donne sono 4. Lo hanno già definito rosa pallido, il Berlusconi IV. Tre di Forza Italia, Stefania Prestigiacomo, Maria Stella Gelmini, Mara Carfagna, e una – Giorgia Meloni, la più giovane della squadra- in quota An.



Volevamo ricordarla così, la Prestigiacomo. Almeno, c’era una politica, alle Pari Opportunità. Il quarto governo Berlusconi (1994, due governi nella quattordicesima legislatura, oggi) è realtà.


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