Italietta, Obama è lontano: noi abbiamo la Carfagna, Guzzanti, la Binetti, Veltroni…

di Angela Gennaro Commenta



Purtroppo dobbiamo ricascare dalle stelle alle stalle. Non siamo americani, non abbiamo eletto il nostro nuovo Presidente. Il nostro Presidente non è nè nuovo, nè bello, nè nero, nè afroamericano, nè nada. Non rappresenta un cambiamento, non rappresenta una speranza. E non specifico appositamente di quale Presidente parlo. Tanto è uguale.


Ripiombiamo nella nostra realtà di provincia.


Che ci siamo persi mentre il mondo cambiava? Di cosa si è occupata l’Italietta? Chiusa la questione Carfagna, prima di tutto. Questione di vita o di morte, sia detto.

Scuse accettate. Dall’alto del suo blog, Paolo Guzzanti si scusa con la Ministra, che aveva, insomma, minacciato di sporgere querela per diffamazione nei confronti del deputato del Pdl.


Il concetto è chiaro, ed è il sogno del mondo del SEO (Search Engine Optimization): il sito di Guzzanti, nei giorni scorsi, era andato letteralmente il tilt causa thread del 2 novembre in cui il presidente della commissione Mitrokhin (sotto scorta armata dal 2003 al 2008) nel quadro di un dibattito su etica della politica e meritocrazia, aveva pesantemente attaccato il ministro azzurro per la sua veloce carriera politica.


Metti Carfagna su Google e i contatti aumentano, no? E Guzzanti lo ha vissuto in prima persona.


Comunque, pace fatta e composta. Colpi bassi hanno visto la Ministra reagire come un cucciolo ferito, con cadute di stile pesanti quando voleva attaccare Sabina Guzzanti, che ferocemente l’aveva a sua volta investita in pubblica piazza.


Una rosa bianca, e passa tutto. Certo, il concetto generico richiamato di mignottocrazia – per carità, generico – continua a fare un po’ rabbrividire di vergogna.


Ricaschiamo nell’Italietta di tutti i giorni. Gianfranco Fini, alla Camera, oggi va contro al Governo. Non ignora la protesta dell’opposizione per come la Finanziaria è approdata in aula. Se il governo metterà la fiducia, sostiene Gianfranco,

ci troveremo in presenza di una situazione non soltanto anomala ma anche politicamente deprecabile. Una situazione che toglie alla Camera il diritto dovere di emendare e di assumersi le proprie responsabilità, attraverso il formarsi di maggioranze su questo o quell’emendamento

Stanotte, infatti, in commissione bilancio la maggioranza ha blindato il testo, evitando ogni tipo di voto. Fini assolve alle sue funzioni istituzionali. E l’immagine non è delle migliori, per il Governo.


Ma è l’opposizione che mi preoccupa di più – se possibile. L’inesistente opposizione del Pd ha un paio di problemucci con le sue fazioni interne: Paola Binetti, in odore di santità, non ce l’ha fatta, nei giorni scorsi, a non sparare a zero sugli omosessuali.

Le tendenze omosessuali fortemente radicate presuppongono la presenza di un istinto che puo’ risultare incontrollabile. Ecco: da qui scaturisce il rischio di pedofilia

Disse la Senatrice Teodem, tra l’altro neuropsichiatra.


Non so se sono chiare le parole. Omosessualità = (eventualmente) Pedofilia. Mica pizza e fichi.


Ma la vergogna suprema non ha limiti. Lo spiega bene Zoro qui.

A questo punto vale tutto. E il primo che s’indigna per la prossima frase di Borghezio su negri, terroni e arabi, di La Russa su Salò o di Frattini su Obama sappia che la sua indignazione sarà motivo di nuovo stupore per chi, in realtà, non si stupisce più di niente

La logica, il buon senso e anche la dignità vedevano la radiazione come reazione, l’unica possibile. E invece no. Il reato d’opinione non è un reato di cui il PD può macchiarsi. L’omofobia di alcuni dei suoi componenti? Un dettaglio.


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