Berlusconi: mentire è il suo mestiere e io ho 30 senatori in più

di IsayStaff Commenta



Siccome l’uomo dei media è rimasto un tantino allibito dalle performance mediatiche del suo avversario – Porta a Porta, ad esempio – e siccome questa cosa non s’ha da fare perchè i media li ha inventati lui, mica questo comunista piddemocratizzato, ecco il rombo di tuono:

Veltroni? Bugiardo e abile comunicatore

Quando si dice da quale pulpito. Per l’abile comunicatore, eh, beninteso. Mica per altro.


E poi. Il Porcellum. Non è così male. O comunque lui è così forte da poterne contrastare eventuali controindicazioni o effetti indesiderati – maggioranze in Senato attaccate all’augurio di non prendere mai neppure una lieve costipazione.

Sono assolutamente convinto che questa legge elettorale ci porterà ad avere oltre 70 deputati in più alla Camera e almeno 30 senatori di maggioranza al Senato

Non ha dubbi. I dubbi, nella vita, non servono a nulla. E poi non c’è da avere dubbi, fondamentalmente. La rimonta del Pd, quella di cui va ciarlando Uolter sul suo Pullmann in gita, non esiste.

Non basta? No, non basta. Non solo non esiste rimonta, ma sia ben chiaro, mondo, che il Popolo della Libertà, dopo le elezioni, avrà un’ampia maggioranza per governare.

Se guardiamo le date dei sondaggi emerge che gli ultimi rilevamenti dimostrano che il nostro vantaggio resta del 10%, anche perché c’è stato un rallentamento del consenso verso la sinistra. Contiamo di conquistare Regioni come la Campania: oggi abbiamo un vantaggio notevolissimo per via della questione rifiuti e del malgoverno di Bassolino


Nessun pareggio, lo si ripete, e una maggioranza stellare. Stabile, tranquilla, altro che cicli continui. Qui siamo in una botte di ferro. Il Senato è il luogo del desiderio. Un’utopia. Per Silvio, una certezza.


Naturalmente, Gianfranco, che tanto ha dato alla causa – un intero partito e un’identità certamente non nata ieri. Anzi – Fini, insomma, beninteso, sarà il prossimo Presidente della Camera. Non gli starebbe male, bisogna dire. La sfida all’imparzialità è sempre divertente da osservare.

Credo che Gianfranco pensi a quel ruolo con una certa determinazione, un ruolo in cui io lo vedrei benissimo

Che romanticismo.


Tornando alle guerre mediatiche, tanto care ai nostri tempi, l’uomo di Arcore non esclude – si badi, non esclude. Non è che ha fissato l’appuntamento. Non l’ha escluso – l’eventuale confronto tv con Walter Veltroni.

La legge assurda della par condicio che esclude i confronti punisce noi e il Pd di Prodi

Ma ben venga questo confronto. Per non smentirsi, a livello di linguaggio descrittivo, commenta al merito:

Veltroni dovrebbe averne il terrore

Veltroni è un gran comunicatore. Punto e basta. Anche perché nella vita ha fatto solo quello. Ma io, dalla mia, ho i dati

Insomma, anche se non pare esattamente terrorizzato di fronte alla prospettiva del confronto, Veltroni, per Silvio, non potrà salvarsi nella mediaticità. Tra l’altro, non è nemmeno così fotogenico. No?

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