PD, per molti ma non per tutti

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La nottata del 4 Marzo difficilmente verrà dimenticata. Almeno da quanti si trovavano in Via Nazionale, per l’ultima riunione ufficiale al Botteghino. In ballo c’era la definizione dei candidati nelle liste bloccatissime del PD. Presenti tutti i maggiorenti del nuovo partito di centrosinistra – pardon – riformatore. Lotta fratricida tra ex margheritini ed ex diessini per la spartizione dei posti di comando. Si sono fatte le cinque…


Le rotative dei giornali non hanno fatto così in tempo a passare in stampa le liste definitive del PD, che il web ci ha svelato fin da stamattina.


E’ stato uno sporco lavoro, ma qualcuno doveva pur farlo.


Il lavoro si è rivelato sporchissimo, non sporco. Sono successe cose inenarrabili. Esclusioni eccellenti ed inclusioni preoccupanti. E non ce ne vogliano la ministra Bonino e la buona call centerista siciliana – scivolata in una notte dal primo al nono posto in lista – ma stiamo parlando di cose serie. Il piddì sembra infatti aver applicato il criterio dell’invalicabilità delle tre legislature in modo molto discutibile.


Si direbbe che hanno depenalizzato il falso in lista, rigorosamente bloccata.


Di fronte a deroghe di ogni genere, la mannaia della legalità e del rispetto delle regole si è abbattuta proprio su Beppe Lumia, politico siciliano di razza, già presidente e vicepresidente della Commissione antimafia e da sempre in prima linea nella lotta al crimine organizzato. Per dare lustro al suo pedigree si usa ricordare le dichiarazioni del pentito Nino Giuffrè, il quale rivelò che nel 2000 Bernardo Provenzano in persona avrebbe dichiarato la sua condanna a morte. Aldilà di questo, Lumia è di certo un uomo delle Isituzioni, la cui cifra morale ed il suo impegno civile sono da sempre riconosciute trasversalmente. Eppure…


Eppure non è tutto. Quasi come una provocazione, scorrendo le liste e guardando alla Sicilia, troviamo il nome di Vladimiro Crisafulli, che nel 2002 è stato indagato dalla Procura di Enna per concorso esterno in associazione mafiosa. Il nostro era stato filmato nel 2000 in compagnia di un noto mafioso locale. Crisafulli venne poi prosciolto da ogni accusa. Però… Però, al netto del garantismo e del rispetto dell’operato della magistratura, uno che nella vita ha dichiarato che ad Enna vincerebbe con qualsiasi legge elettorale compreso il lancio della monetina…


Proteste sono arrivate da più parti, dalle associazioni antimafia ai giovani del PD (!), c’è stata persino una contestazione, prontamente silenziata, a Genova nella visita di ieri del pullman veltroniano. Lascia comunque sgomenti soprattutto la decisione di lasciare fuori dalle liste un esponente di spicco della lotta alla mafia come Lumia, che in un altro paese forse sarebbe stato candidato in una posizione blindata. Avercene.


E pensare che al termine della nottata di passione qualcuno al botteghino ha persino brindato.

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