Il nuovo coordinatore di Fi Giovanni Toti

di Alba D'Alberto Commenta

Il ritorno a Forza Italia non è stato privo di polemiche con la diatriba interna al vecchio Popolo delle Libertà tra falchi e colombe, che ha portato poi alla formazione del Nuovo Centrodestra. Berlusconi vuole una Fi più giovane e come coordinatore unico ha scelto Giovanni Toti, uno che si potrebbe definire una colomba, non di certo un falco, e nel partito monta la polemica.

Chi è giovanni Toti?

Nato a Viareggio, 45 anni, giornalista e conosciuto in televisione. Da giornalista televisivo ha una carriera fatta in mediset iniziata a 28 anni con uno stage a Studio Aperto, il Tg di Italia 1. Poi Toti è diventato redattore di cronaca, caposervizio e caporedattore di politica. Nel 2007 ha curato Lucognolo e Live e poi è diventato vicedirettore di Studio Aperto. Nel 2010 il salto a direttore di Studio Aperto e nel 2012 anche del Tg4.

Giovanno Toti è quindi un’aziendalista, cresciuto in mediaset. Spesso è stato criticato per come ha condotto i Tg, considerati faziosi. Un sondaggio chiamato “Microfono di legno”, lanciato dal blog di Beppe Grillo, lo ha visto vincere come direttore più fazioso.

In politica, Berlusconi sembra vedere in lui il suo erede e l’uomo che può sfidare Renzi. Giovane come il leader del Pd e competente in ambito marketing e comunicazione politica. Avrà lo stesso carisma di Renzi? E di Berlusconi?

Certamente è una faccia nuova e rassicurante e così Berlusconi cerca di rilanciare il suo partito. Berlusconi rimane il presidente del partito, mentre Toti dovrebbe essere il numero 2 del partito insieme a Mara Carfagna. Il suo ruolo è di “coordinatore organizzativo”.

La strategia è quella di mettere nei ruoli importanti del partito dei volti nuovi. Questo potrebbe oscurare i volti meno nuovi, come quelli della Santanché, di Verdini o di Gasparri. Da Giovanni Toti dovrebbe iniziare il ringiovanimento del partito. Gli obiettivi sono quelli di ricucire i rapporti con il Nuovo Centrodestra e di presentarsi con una nuova veste. I volti meno noti di Fi, però, potrebbero aprire polemiche e anche lasciare il partito se non saranno riconosciuti come vogliono.