Berlusconi e Napolitano a colloquio. Poi le consultazioni. Ma arriva Calderoli:

La Lega avrà due ministeri con portafoglio, due senza e un viceministro

E’ più il rumore, che altro. In questa attesa, che sembra infinita, di conoscere i nomi che popoleranno le nostre menti da qui a… Cinque anni. Tutti e cinque. Attesa breve, eppure che non sembra potere avere fine. E di cosa? Sempre minore è il tempo per formare il benedetto esecutivo. L’in pectore, Silvio, insomma, è ottimista assai:

Sta andando tutto bene


Silvio, la mattinata se l’è passata sul Colle, per ben 50 minuti (questo cronometrare ha dell’assurdo). Face to face, vis à vis con Giorgio Napolitano. Nel pomeriggio, invece, è iniziata la prima giornata di consultazioni per la formazione del nuovo governo. Giuramento venerdì, si dice.

Napolitano ha ricevuto oggi il neo-presidente del Senato, Schifani e il neo della Camera, Gianfranco Fini. Le consultazioni termineranno nel pomeriggio del 7 maggio, con i presidenti emeriti della Repubblica al cospetto dell’attuale.



Epperò. Umberto Bossi dice oggi cose strane:

Sarà ministro quando mi sposterò dalle riforme. Prima lo instrado, come l’altra volta

E il Calderoli, il protagonista, interviene con una frase che ha del geniale:

Per me ci sarà un ministero a sorpresa

E che sorpresa sarebbe. La sorpresa è che abbia un dicastero. E con la frase è bruciata. Poi, che si tratti assai plausibilmente di quello che si occuperà della semplificazione legislativa, è altra storia e certo non sconvolge.


Se il coordinatore della Lega nord, Roberto Calderoli, entrerà nel governo di Silvio Berlusconi

dovrete aspettarvi delle ripercussioni catastrofiche

Parola di Saïf el Islam, figlio primogenito del colonnello Muammar Gheddafi.



La Libia in esplicita interferenza sulle faccende politiche interne di un Paese che dovrebbe essere percepito come forte e indipendente. Si permette. Evidentemente sa che può farlo? Calderoli è noto per le sue provocazioni antislamiche. Il 15 febbraio del 2006 aveva suscitato uno scandalo internazionale mostrando davanti alle telecamere della Rai una t-shirt con le riproduzioni delle vignette satiriche su Maometto pubblicate dal quotidiano danese Jyllands Posten. Che sia lui Godot?


Nel mentre, comunque, al Senato, almeno sulle vicepresidenze concertazione c’è. La maggioranza ha puntato su Domenico Nania di An (154 voti) e Rosy Mauro della Lega (161), il partito di Veltroni sull’ex ministro per i rapporti con il Parlamento e le riforme Vannino Chiti (128) ed Emma Bonino (107, l’Idv non l’ha votata), radicale eletta con il Pd. Ieri, la Bonino aveva rifiutato l’incarico preferendo per i Radicali i segretari d’assemblea in entrambi i rami del Parlamento. Mah.


Per la Camera. I vice-finiani sono invece per l’opposizione il centrista Rocco Buttiglione e la democratica Rosy Bindi, mentre per il centrodestra sono stati eletti Antonio Leone e Maurizio Lupi del Pdl. L’Idv di Antonio Di Pietro sta subendo nel mentre strane trasformazioni. Strane decisioni, e strane visibilità. C’è chi dice, addirittura, che a Roma Di Pietro abbia ai suoi dato, in sede i ballottaggio, indicazione di votare per Gianni Alemanno. Di Pietro, ora, continua a rivendicare la presidenza di una commissione di garanzia.

Non abbiamo chiesto e non avremo alcuna presidenza di commissioni di garanzia. Ma non c’è nessuna polemica con il Pd, loro ci dicono cosa votare e noi votiamo

Una macchina, Di Pietro? Forse anche lui aspetta Godot.


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