L’uovo di Pasqua di Berlusconi (in ritardo, e per la Lega)

di IsayStaff Commenta



Umberto, ieri, in verità, era tutto contento. Aveva fatto il suo annuncio al popolo, aveva parlato chiaramente, fatti i nomi e i dicasteri per quanto riguardava lui e la Lega.


Già. Peccato che ci sia la solita, consueta, annosa questione dei punti di vista.

Non c’è ancora nulla di deciso

Ha risposto Silvio Berlusconi.


E veramente sembra di vedere un copione già visto milioni di volte. Bossi aveva detto cuori, Berlusconi risponde picche (almeno per il momento).

Il Senatùr, finito l’incontro di domenica ad Arcore, ha annunciato al popolo delle certezze: tre ministri, e cioè Bossi alle Riforme, Maroni agli Interni e l’assessore veneto Luca Zaia alle Politiche Agricole. Non basta: ci ha aggiunto Roberto Calderoli vicepremier. Ma Silvio ha frenato. Ah, se ha frenato.

Tutto si concluderà quando avrò l’intero panorama chiaro

Sta prendendo tempo? Sta tentando di smarcarsi dal passatempo mediatico del totoministri?

ci saranno sorprese

Ummmammma, e ora che vuol dire?

Nulla è ancora deciso. Sarò io a sottoporre i nomi della squadra, formata da una sessantina di persone, al presidente della Repubblica

E va bene. Funziona così. Non è esattamente chiaro: si tratta di uno scatto d’orgoglio, di centralità, di messa in riga per ribadire la sua leadership e sedare i malumori di An? Oppure i giochi sono davvreo più aperti di quanto si percepisca?


Ma cosa vuol dire sorprese? Piddìane presenze? Tecnici di centrosinistra? Ci credo solo se mi dimostrano – e potrebbe essere – che, dietro a tutto questo, davvero c’è il Grande Inciucio. E che l’unica a non saperlo sarebbe proprio la Lega. Chissà. Nel frattempo, per correttezza di ruoli, oggi PD e PDL stanno litigando furiosamente su Alitalia. Ma questa è un’altra storia.


Anche perchè l’uomo di Arcore non ha certo terminato i suoi incontri in Villa (già detto: è ormai luogo più importante e cruciale di un qualsiasi Colle di Roma). E riceve, riceve, ricve. Collaboratori a Villa San Martino. E’ stata la volta del vicecoordinatore di Fi, Fabrizio Cicchitto e del capogruppo al Senato, Renato Schifani. Per quest’ultimo, comincia a paventarsi una bella candidatura alla presidenza di Palazzo Madama. Al centro dei colloqui, i nomi della squadra e le prime mosse da fare una volta varato il governo.


L’uomo di Arcore ha riassunto le priorità dell’agenda dell’esecutivo. Sicurezza, sicurezza, sicurezza. Poi la modifica

dell’articolo 119 della Costituzione (federalismo fiscale) e dell’articolo 116 della Costituzione (ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia)

Chissà come. Certo, fa parte delle sorprese per la Lega, il come. E per tutta la popolazione.


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