Lega Nord, Bossi – Maroni a Berlusconi: “Voto subito”

di Joel 1

Non solo i colonnelli dell’allora An: non è piaciuto neppure a Umberto Bossi l’intervento di Gianfranco Fini, anzi: la Lega Nord non l’ha digerito affatto e – nelle parole: tra le righe, in maniera diretta – pronunciate dal Presidente della Camera a Mirabello hanno ritrovato un attacco diretto nei confronti del Carroccio.

Tanto basta per surriscaldare gli animi e infiammare il popolo leghista, a partire dai vertici dello stesso. Il Senatur e Roberto Maroni hanno parlato a nome del partito e, in attesa dell’incontro che in serata vedrà Silvio Berlusconi faccia a faccia con il leader della Lega per studiare il da farsi, hanno preso posizione rispetto alle accuse trasversali dell’ex An.

Ad aprire le danze della dialettica ci pensa il Ministro dell’Interno: “Si vada al voto anche domani, non c’è alternativa. Mi pare evidente che sia rinata Alleanza Nazionale, un partito che assicura gli interessi del sud più che quelli della Padania che per Fini non esiste ma per noi esiste eccome“.

Una convivenza impensabile – quindi – non solo quella tra il Popolo delle Libertà e Fli ma anche l’altra, tra Lega e Futuro e Libertà. Pare quindi sempre più plausibile lo scenario che viene previsto da qualche giorno: quello cioè che sia il partito del nord a sfiduciare il Governo e determinare il comnseguente ritorno alle urne. Smarcherebbe Berlusconi (che ha tutto l’interesse ad attribuire a Fini i motivi della rottura) anche se – di rimando – smarcherebbe anche Fli. Questo il punto debole della strategia.

Nonostante ciò, è proprio bossi a mostrare l’insofferenza maggiore: “La situazione è difficile, perché è come se Fini avesse detto non voglio accordi con la Lega. Se Berlusconi dava retta a me, si andava a elezioni e non c’erano Fini né Casini, né la sinistra che scompariva. Il patto che ci interessa è quello elettorale, non può essere diversamente, io non voglio una legge, una legge elettorale non ci interessa“.

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