Bossi – Di Pietro: “ELEZIONI”

di Joel Commenta

Le dichiarazioni di Umberto Bossi e Antonio Di Pietro, pur differendo in maniera notevole nella forma e nei contenuti, portano allo stesso obiettivo: elezioni anticipate. Lega Nord e Italia dei Valori hanno dalla loro il supporto dei sondaggi, che danno entrambe le forze politiche in crescita di consensi, e vivono l’attuale crisi dell’esecutivo nella convinzione che un processo di appianamento delle divergenze in corso sia oramai impensabile.

Il leader di IdV, intervenuto in chat a repubblica.it analizza lo stato delle cose e non risparmia critiche feroci ad alcuna componente del centro destra, puntando il dito anche sul Presidente della Camera – Gianfranco Fini – per un atteggiamento da leggersi come cerchiobottista: “Berlusconi e Bossi devono andare al Colle ma per dimettersi. Non hanno la loro maggioranza, hanno tradito il mandato ricevuto dagli elettori. Hanno fatto solo leggi personali e per la cricca, e oggi se ne accorge anche Fini. Il presidente della Camera fa il mio stesso discorso la differenza è che io sto all’opposizione, mentre lui riconferma la fiducia a Berlusconi. Ecco perché non gli faccio sconti“.

Il leghista, che ha annunciato il rinvio (“di qualche giorno“) della visita annunciata a Giorgio Napolitano per l’imminente festa di partito sul Monviso, sottoscriverebbe ovviamente – delle frasi dell’IdV – soltanto le critiche al referente di Fli, di cui Bossi non si fida più da tempo. E’ stato lui il primo a suggerire a Berlusconi il ricorso immediato alle urne (già qualche mese fa) ed è ancora il Senatur a non vedere via alternativa: “Alle elezioni si va se ci sono le dimissioni di Berlusconi o un voto contrario sui 5 punti. Possibilità che la Lega non voti la fiducia? Ci sono anche queste possibilità…“.

Non collima, tra Di Pietro e Bossi, neppure la modalità con cui affrontare un eventuale passaggio intermedio: se Di Pietro apre – sepppure con enorme cautela – a un governo tecnico che modifichi la legge elettorale (“Se il governo cade il capo dello Stato vagli tutte le ipotesi, anche quella di un governo di transizione. Ma dev’ essere un governo a tempo, 90 giorni al massimo, per fare due riforme: quella della legge elettorale e quella sul conflitto di interessi“), Bossi non ne vuole neppure sentire parlare: “Ipotesi governo tecnico? Le forze politiche hanno una massa d’urto. La Lega e Silvio Berlusconi, così fosse, potrebbero portare 10 milioni di persone a Roma“.

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