Napoli (Fli): “Le prostitute della politica” – AUDIO. Putiferio, poi le scuse

di IsayStaff 1

Angela Napoli è nel novero dei parlamentari eletti nelle file del Popolo delle Libertà e trasmigrati in Futuro e Libertà: membro della Commissione parlamentare Antimafia, da qualche anno vive sotto scorta per l’impegno a contrastare la criminalità organizzata.

Ha fatto della lotta alla legalità sostenuta (quantomeno nella teoria) con intransigenza da Gianfranco Fini un cavallo di battaglia irrinunciabile: quando c’è stato da scegliere in che schieramento proseguire il proprio operato politico, non ha avuto dubbi. E l’ex An si è accodata ai finiani.

In tal senso, è da qualche mese al centro di polemiche politico-istituzionali nè più nè meno di Italo Bocchino e degli altri sostenitori della linea programmatica del Presidente della Camera ma un’intervista concessa oggi a Claus Davi le ha fruttato le prime posizioni delle home pages dei maggiori siti nazionali.

Che avrà mai detto? Effettivamente, il senso delle frasi pronunciate dalla Napoli è tale da provocare una reazione veemente. Dice la dirigente scolastica parlando delle ex colleghe di partito (PdL): “Non escludo che senatrici o deputate siano state elette dopo essersi prostituite“.

Sotto accusa, per la Napoli, l’attuale legge elettorale che, scritta non per premiare il merito su indicazione del cittadino ma quello sentenziato dal partito, rischia di giustificare i mezzi per arrivare al fine: “E’ chiaro che, essendo nominati, se non si punta sulla scelta meritocratica, la donna spesso è costretta, per avere una determinata posizione in lista, anche a prostituirsi o comunque ad assecondare quelle che sono le volontà del padrone di turno“.

Univoco e trasversale il coro di dissensi: dallo stesso Fini (“Non è consentito ledere la dignità delle deputate con accuse generalizzate quanto teoriche. Mi auguro che l’onorevole Angela Napoli, proprio perché a pieno titolo rappresenta da anni questo di genere di impegno politico, ammetta la gravitàdelle sue parole e se ne scusi“) alla caterva di deputate appartenenti al Popolo delle Libertà, di cui fanno buona sintesi le frasi di Alessandra Mussolini: “Queste parole offendono le deputate di tutti i gruppi parlamentari e chiedo la convocazione immediata dell’ufficio di presidenza della Camera dei deputati per prendere i provvedimenti del caso“. Dalle parti dell’opposizione, si tace: silenzio che di per sè, potrebbe anche significare parecchio. Nel frattempo, Angela Napoli raccoglieva l’invito di Fini e si prodigava in scuse pubbliche: “Non volevo criminalizzare le colleghe del Parlamento italiano, nè ritengo che debbano sentirsi da me oltraggiate coloro, la stragrande maggioranza, che hanno conseguito meritoriamente il seggio parlamentare. E, comunque, me ne scuso“.

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