Berlusconi: “PDL sia coeso, se i finiani aprono la crisi, si vota”. Il saluto con Fini – FOTO

di Joel Commenta

Foto: AP/LaPresse

Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, parla alla direzione nazionale del Pdl, e rivolge un appello all’ unità del partito: “Siamo sotto attacco, restiamo uniti” dice. In precedenza, il premier aveva anche fatto riferimento al “caso Ruby”, bollando le polemiche che lo riguardano come “attacchi infondati e indegni” e “campagne mediatiche fondate sulla menzogna”, che però, aggiunge, “non mi fermeranno”. Quanto ai finiani, ad un mese dal voto di fiducia, dato anche da Futuro e Libertà, Berlusconi dice:” Da allora non è cambiato nulla, per questo chiedo che cessi il logoramento quotidiano del governo. Sono pronto ad un patto di legislatura ma se Fli non vuole andare avanti lo deve dire adesso.Noi siamo pronti al voto” e attacca la sinistra, che chiederebbe a Fli di staccare la spina al governo, ma, afferma, “se vuole archiviarmi non ci riuscirà con una congiura di palazzo. Gli italiani non lo permetterebbero.”

Quindi, il premier, dopo aver attaccato la stampa, la sinistra e “certe Procure” che muoverebbero attacchi contro di lui “basati su invidia e odio”, e ipotizzando persino che contro di lui vi siano manovre organizzate dalla malavita”, ribadisce il buon operato del suo governo, mostrando il libro che ne celebra i  “successi” e che vuol mandare “a tutti gli italiani”. Quanto all’ Università, ad esempio, il governo intende trovare le risorse per la riforma, ,mentre, tramite il federalismo, si potrà ridurre la pressione fiscale, e viene ribadito l’ impegno per la famiglia e nella lotta alla mafia.

Il Cavaliere difende anche la riforma delle pensioni, fatta “senza neanche un’ ora  di sciopero”, e, sul fisco, ribadisce:”Non tasseremo bot e casa”. Quanto alla riforma della giustizia, che per il Cavaliere è “una priorità” e che intenderebbe varare entro fine mese, Berlusconi nega però di volere assoggettare i pm al potere politico, come teme Fini:”Non vogliamo farlo, dirlo è solo un modo per trovare i favori della grande stampa”.
Quanto alla gestione interna del partito, Berlusconi nega di guidarlo in maniera non democratica, e annuncia che una volta al mese si terrà la direzione nazionale. Infine, lancia una “stoccata” indiretta contro i finiani, quando afferma che “il frazionamento dei partiti è il peggior guaio per la democrazia”.

E proprio dai finiani, in particolare dal loro capogruppo alla Camera, Italo Bocchino, arriva un duro commento alle parole del premier:” Discorso deludente figlio della debolezza, domenica si decide ma nulla può restare come adesso” afferma. Il riferimento è alla convention di Futuro e Libertà, prevista, appunto, per domenica a Perugia. Quanto ad un’ eventuale ricorso al voto, per Bocchino “decide il capo dello Stato”, ma, già in mattinata, aveva affermato che “c’ è una maggioranza alternativa per fare le riforme”.

Intanto, Berlusconi e Fini si sono incrociati in mattinata all’Altare della patria e hanno scambiato tra loro qualche battuta in maniera serena.


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