Bossi: “Cimici nel mio ufficio”. Petardi a Gemonio, scarcerato il giovane fermato.

di Joel Commenta

Foto: AP/LaPresse

Il leader della Lega Umberto Bossi, parlando con i giornalisti a Ponte di Legno, ha raccontato che, un paio di mesi fa, sono state rinvenute delle “cimici” nel suo ufficio al ministero delle Riforme e nella sua casa romana, nei pressi di Porta Pia. La sua segretaria, ha spiegato Bossi, si era insospettita perchè “troppa gente sapeva quello che avevo detto solo a lei”, quindi sono stati fatti dei controlli e, ha continuato il ministro, “hanno trovato una cimice nel mio ufficio al ministero e diverse nella mia casa a Roma”.
Bossi ha aggiunto di non avere idea di chi siano i responsabili, e di aver chiamato un privato per la bonifica, non volendo far svolgere un’ inchiesta, che “tanto non trova niente”, ma di aver comunque avvisato del  fatto il ministro dell’ Interno, Roberto Maroni, “che ha mandato un pò di uomini”.
La Procura di Roma ha aperto un fascicolo sulla vicenda, ipotizzando reati ai sensi degli art. 617 e 617 bis del codice penale. Il leader dell’ Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, ha criticato la mancata denuncia dell’ accaduto da parte del ministro Bossi: “Mi  dispiace che un ministro in carica non senta il bisogno di denunciare subito un tentativo di intrusione così lesiva ai suoi danni” ha detto Di Pietro, che ritiene “molto grave” che “un ministro della Repubblica, che dovrebbe dare il buon esempio, non presenti denuncia per una vicenda del genere”.

Intanto, è tornato in libertà, al termine dell’ interrogatorio di garanzia, Marco Previati, il giovane di 21 anni, figlio di un militante leghista, arrestato in seguito all’ esplosione di alcuni petardi alla sede della Lega Nord di Gemonio, in provincia di Varese, dove vive il ministro Bossi. Il gip di Varese non ha convalidato il fermo, ritenendolo “non legittimo”. Le forze dell’ ordine hanno denunciato, oltre al ragazzo, altri due giovani di 26 e 29 anni. Previati, lasciando il carcere, si è limitato a dire: “Sono contento di essere uscito, ma adesso sono stanco e voglio solo riposare”.
Lo stesso leader leghista, a proposito dei ragazzi arrestati, aveva detto: “Li faremo venire come punizione a mettere a posto la sede, mandarli in galera non serve a niente”.
Intanto, anche la sede della Lega Nord di Sant’ Omobono Terme, in provincia di Bergamo, è stata presa di mira dai vandali, che hanno tracciato con una bomboletta spray due scritte, una sul muro, l’ altra sul vetro della sede, con offese al ministro Bossi.
Il leader leghista, da Ponte di Legno, è anche ritornato a parlare di un tema a lui molto caro, quello del federalismo, ribadendo che “o passa, o si va a votare”, e aggiungendo : “Non possiamo farci prendere in giro per troppo tempo”.

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