A volte ritornano: Bossi Ministro delle Riforme

di Angela Gennaro 1



E’ andata come doveva andare. Io alle Riforme, Maroni all’Interno e Calderoli vicepremier

Ieri, il Nostro era trionfante. Un pomposo e signorile incontro in quel di Arcore (chissà com’è, l’interno della Villa) con il Nostro, l’altro, il Premier in pectore, Silvio Berlusconi.


Non mancavano: Giulio Tremonti e Sandro Bondi, Roberto Maroni e Roberto Calderoli. Il parto delle nuvole pesanti ha dato il seguente prodotto (ma il risultato non cambia, no): Bossi alle Riforme, Calderoli Vice Presidente del Consiglio. Luca Zaia, già vicepresidente leghista del Veneto, Politiche agricole.

E’ una squadra di governo che nasce sulla base di un programma, non sulla spartizione di poltrone. Le persone giuste al posto giusto indipendentemente dalla provenienza

Parola di Calderoli. Quasi commoventi.

Da Arcore, anno domini 2008, arrivano altre fondate indiscrezioni sul quadro dei dicasteri.


Il Senatur, tutto contento, sembra un bambino che scarta i regali di Natale sotto l’albero illuminato a festa.

Se le cose sono così, sono soddisfatto. Io vado alle Riforme

Da registrare alle cronache il fatto che, una settimana prima del responso delle urne, proprio su questo punto c’era stata tensione tra i due alleati, Bossi-Berlusconi. B&B si erano scontrati sull’ipotesi, attualmente quasi realtà, sul bis del leghista alle Riforme. Ma si sa, quel che viene detto una settimana prima delle elezioni, non deve necessariamente coincidere con quanto poi accade dopo, a vittoria in tasca.


Sì, perchè l’uomo di Arcore aveva smentito l’ipotesi di un’eventuale riconferma dell’alleato. Ricordate quel poco dignitoso casino mediatico scoppiato sulle condizioni di salute del leader del Carroccio?


Le sue condizioni di salute sono quelle che sono

Aveva detto Silvio.

Sto benissimo, e fare il ministro è il mio ultimo pensiero

Aveva risposto Umberto. Come di consueto, la coerenza è valore supremo.


L’attuale versione del Senatur, infatti, (a vittoria in saccoccia) è:

Riforme, sicurezza, difesa dell’agricoltura – spiega adesso, al termine del vertice – sono i punti su cui la gente ci ha detto i voti e noi dobbiamo dare risposte


Arriva anche, già che ci siamo, il chiarimento (supremo?) sul peso della Lega. Ovvero, in Calderoliana sintesi:

Pesa rispetto a quello che ha chiesto, ovvero federalismo, riforme e sicurezza, una priorità sentita da tutti i cittadini


Sulle altre indiscrezioni emerse da Arcore – che, come si noterà, è più pulsante e cruciale di Roma, ora e sempre – ecco quello che sarà il Governo italiano per i prossimi 5 anni (a sentire la Costituzione). Raffaele Lombardo aveva assicurato, post voto (tutti rivelano post, naturalmente) aveva rivelato:

ci sarà un ministro siciliano

Un incastro che, date le indiscrezioni, forse a Silvio non è ancora riuscito, dato che al momento non si vedono binomi Mpa-dicasteri.


Certa è la nomina per gli Esteri, come più volte anticipato da Berlusconi: Franco Frattini. Vice PremierS: Calderoli & Gianni Letta. Per la Giustizia: a scelta tra Alfredo Mantovano e Giulia Bongiorno (la difensora, tra gli altri, di Andreotti). Ignazio La Russa (fantastica l’imitazione di Fiorello a Viva Radio 2) Ministro della Difesa.


Altre certezze della vita sono costituite da Giulio Tremonti all’Economia e Claudio Scajola alle Attività produttive. Gianni Alemanno, dovesse mai non farcela con la Capitale, potrebbe consolarsi con il Welfare-Salute.


Michela Vittoria Brambilla (va premiata, la ragazza) l’Ambiente, ad Altero Matteoli le Infrastrutture e i trasporti.


Una delizia strategica sarebbe costituita da Sandro Bondi all’Istruzione, Università e Ricerca, e Paolo Bonaiuti dei Beni Culturali. Finchè la Barca va…


Roberto Formigoni, dovrebbe andare a finire alla presidenza del Senato. Per la presidenza della Lombardia si voterebbe, a quel punto, a ottobre. Al merito, naturalmente, la Lega ha già una chiara risposta: Roberto Castelli, candidato alla successione.


Commenti (1)

Lascia un commento