Primarie USA: Volata in Pennsylvania

di Paolo Riva Commenta

Siamo a pochissime ore dal Pennsylvania day. Un giorno importante per la fazione democratica, perchè da qui alle prossime 11 tappe il candidato democratico inizierà a prendere forma.

Dietro alla rabbia dei grandi capi democratici, che vedono in questa battaglia all’ultimo sangue tra Obama e Clinton come un piacere regalato ai repubblicani, si nota una strenua lotta tra i due candidati.

Sul lato degli spettatori, in questo caso, interessati c’è John McCain. Un McCain che è passato alle cronache in questi giorni per un gesto, dispregiativo, nei confronti di un delegato repubblicano dell’Iowa. Insomma il buon John non sa proprio più cosa fare, per ammazzare il tempo mentre aspetta che i due “bambini” smettano di litigare.

Litigare è il miglior verbo utilizzabile. Infatti i due democratici sembrano decisi a dare la sferzata finale, utilizzando qualsiasi tecnica possibile. Così dalle accuse che la Clinton spedisce mediaticamente a Obama ecco che, il candidato “coloured” non può fare altro che rispondere a tono.

I delegati di differenza sono solo 150 circa. Un distacco troppo esiguo per i due candidati allo scopo di permettere loro di fare dei conti, di programmare una strategia. E così la campagna elettorale da momento “costruttivo” si sta trasformando in “distruzione interna”

Questo “self-distruction”, naturalmente non apprezzata dai gran capi democratici che non sono abituati a gestire delle lotte interne così violente, sta portando all’affermazione del candidato più credibile. Portando l’elettore però non a votare il migliore candidato a disposizione, ma il meno peggio.

E come ben sappiamo, anche per esperienza nostra personale, la scelta del meno peggio, alla fine dei conti, difficilmente può portare alla scelta corretta. In questo caso per un motivo ulteriore perchè non si tratta delle elezioni vere e proprie, ma di primarie.

Quindi questa guerra “preliminare” regala, agli occhi ovviamente dei gran capi democratici, ogni giorno voti ai rivali repubblicani. Ovviamente la cosa non è automatica, ma lo sta diventando proprio per la tecnica distruttiva che sta prendendo la campagna elettorale interna democratica.

Quindi dal Pennsylvania day ognuno ha il suo desidero. Obama dalla sua spera di guadagnare quanto distacco basta per allontanare definitivamente la Clinton. Hillary sta cercando di sfruttare il potere “democratico” in suo possesso per riagganciare il candidato coloured.

Tutto questo mentre i gran capi democratici sperano in una veloce risoluzione. Qualsiasi vincitore vi sia.

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