Primarie USA: La statistica parla, Obama presidente

di IsayStaff 1

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Se nella realtà il buon Barack Obama è ancora impegnato in una lotta, a questo punto impari, contro la bionda Hillary in attesa di scontrarsi contro il repubblicano McCain, il toto-presidente è già in atto.

Sempre con la speranza che chi fa i sondaggi negli Stati Uniti non sia la stessa persona, o gruppo di persone, che li fa in Italia sembra che il prossimo presidente potrebbe essere Barack Obama.

Un’affermazione questa che deriva da alcune considerazioni che ci fanno rileggere in chiave decisamente differente anche l’importanza della vittoria nelle primarie democratiche.

Chiamatela statistica o chiamatela cabala, ma negli Stati Uniti succede molto raramente che dopo 8 anni di presidenza repubblicana, o democratica, accade che lo stesso schieramento vinca alle presidenziali successive, quello che gli americani chiamano “three in a row”.

Come tutti noi sappiamo, il presidente degli Stati Uniti attualmente è George W. Bush Jr., in carica dal 2000 e facente parte della fazione repubblicana. Quindi secondo la regola illustrata poco sopra ecco spiegato il motivo per cui le quotazioni del coloured candidate sono salite vertiginosamente.

Oltre a questo ancora di più si spiega come mai l’importanza di dover vincere a tutti i costi le primarie democratiche, utilizzando qualsiasi mezzo e spalando letame sulla candidatura di Hillary Clinton, in quel momento sua nemica-amica.

Poche le possibilità per John McCain il quale, oltre ad essere già stato condannato dalla cabala a sconfitta certa, si vede leggermente in svantaggio in una possibile corsa contro Obama, con un 47% per Barack e un 43% per lui.

C’è solo un modo, per John McCain, di riuscire a vincere le presidenziali contro Barack Obama, o magari Hillary Clinton: dimostrare al popolo americano che lui con George W.Bush non c’entra assolutamente nulla (tra l’altro nel 2000 proprio Bush riuscì a battere McCain nella primaria repubblicana). E magari mentire dicendo di non essere più repubblicano…

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